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decorazioni

  • "SUMMER MEMORIES" NAKED CAKE

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    Siete tra quelli che scelgono un viaggio nella capitale francese non per le romantiche passeggiate sul Lungosenna, ma perché "Parigi val bene una mousse"?

    Non avete mai saputo come finisce la favola di Biancaneve, perché a "specchio specchio delle mie brame" iniziavate a fantasticare su glasse e coperture?

    E siete ancora convinti che il discorso più rivoluzionario del secolo inizi con "I have a cream"?

    Allora, non perdetevi Sweety of Milano, la grande manifestazione di pasticceria che si terrà nel capoluogo lombardo il 17 e il 18 settembre, nel corso della quale i nostri Maestri più famosi terranno masterclass a tema, proporranno le loro nuove creazioni, incontreranno il pubblico davanti ad un caffè, in un fine settimana all’insegna della dolcezza e della creatività.

    Ed io sarò presente, come lo scorso anno, ma con tanti motivi in più.

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  • BRIOCHES COL TUPPO AL GUSTO DI CANNOLO SICILIANO

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    La brioche col tuppo è tipica siciliana, si può trovare facilmente in tutta l'isola, anche nei piccoli caffè.

    D'estate viene servita con gelato o granita, di solito al mattino per colazione.

    Personalmente la brioche col tuppo mi ricorda la splendida Taormina, con le sue stupende pasticcerie ed i suoi eleganti caffè.

    Il rito della colazione con granita di caffè e brioche avveniva molto presto al mattino, prima di scendere in spiaggia all'Isola Bella o in altre spiagge vicine.

    Quella granita era un toccasana per contrastare la gran calura, e la golosa e morbida brioche, freschissima, costituiva una discreta dose di energia per affrontare la giornata al mare. Una brioche buona e indimenticabile, con quella forma così buffa.

    Oggi si festeggia proprio questa particolare brioche sul Calendario del Cibo Italiano: Giornata Nazionale della Brioche col tuppo, rappresentata dall'ambasciatrice Alessandra Gabrielli del blog MENTA E SALVIA.

    Per l'occasione ho pensato di presentare un mio esperimento di brioche col tuppo, con un impasto un po' particolare: queste brioches sono più sicule delle autentiche brioches col tuppo, per la presenza di ingredienti che richiamano il gusto del cannolo siciliano, altro must della pasticceria sicula.

    Anzitutto c'è la ricotta, poi un richiamo agli agrumi costituito da uno sciroppo aromatizzato e un mix aromatico a base di canditi fatti in casa, infine il cacao che contrasta con la dolcezza di ricotta e agrumi.

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  • CHALLAH

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    Come avrete ormai capito, la mia passione è il pane, di tutte le forme e tradizioni. Su consiglio della mia amica Barbara ho acquistato ultimamente un fantastico libro, che mi ha aperto nuovi orizzonti: “BREAD - A BAKER’S BOOK OF TECNIQUES AND RECIPES” di Jeffrey Hamelman, un grande maestro dell’arte bianca. Si tratta di un testo adatto a chi ha già un po’ di pratica con i lievitati, ma non necessariamente un professionista.

    La parte teorica è completa e spiegata in linguaggio chiaro e comprensibile, pur se in inglese, le ricette sono numerose, tutte molto interessanti, ma ciò che ha catalizzato immediatamente la mia attenzione è la parte dedicata ai pani intrecciati e decorativi.

    La prima volta ho voluto provare l’impasto delle challah, un pane tradizionale ebraico, a forma di treccia, che accompagna lo shabbat e le feste.Originariamente da questo pane si usava prelevare una parte che veniva offerta al sacerdote. Ancor oggi si preleva comunque un pezzetto dell’impasto che viene messo da parte, bruciato in forno e non consumato.
    Le challah sono sempre presenti in coppia sulla tavola delle feste, a simbolo della doppia porzione di manna che Dio elargiva agli israeliti nel deserto alla vigilia del sabato e delle feste.
    Vediamo ora l’ottima formula di Hamelman, che riporto qui in forma originale, poi vi dirò le piccole variazioni che mi sono permessa di apportare.

     

    As you may have realized by now , my passion is bread, of all forms and traditions. As suggested by my friend Barbara , I recently bought a fantastic book, which has opened up new horizons : " BREAD - A BAKER 'S BOOK OF RECIPES AND TECNIQUES " by Jeffrey Hamelman , a great master of the art of baking . It is a text suitable for those who already have a little practice with the leavened pastry, but not necessarily professionals.

    The theoretical part is complete and explained in clear and understandable language , the recipes are numerous , all very interesting , but what has captured my attention immediately is the part dedicated to the braided and decorative breads .

    The first time I wanted to try the dough of the challah, a traditional Jewish bread , shaped like a braid , which accompanies the Shabbath and the holidays. Originally, from the bread it was used to take a portion that was offered to the priest. Even today , however, the Jewesh pick up a piece of the dough that is put aside, burned in the oven and not consumed.

     

    The challahs are always present in pairs on the table of the festivities, on the Eve of the Shabbath and in the holidays, a symbol of the double portion of manna that God handed out to the Israelites in the desert.

    Let's see now the excellent Hamelman’s formula , which I reproduce here in its original form, then I will tell you the small changes that I allowed myself to make .

  • COME UTILIZZARE AVANZI DI LIEVITO MADRE E ALBUMI

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    Eccoci tornati alla normalità, dopo due settimane di festeggiamenti, durante le quali abbiamo imbandito le nostre tavole con le ricche preparazioni natalizie, come vuole la tradizione.

    E non a caso questa è la SETTIMANA DEGLI AVANZI, la prima del grande CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO proposto da AIFB, Associazione Italiana Food Blogger.

    Il CALENDARIO si articola in 366 Giornate Nazionali e 52 settimane, ognuna dedicata ad un piatto o ad un ingrediente o ad una tematica specifica.

    Vi invito a leggere l'interessante articolo dell'Ambasciatrice Cinzia Martellini Cortella, che ci espone questo argomento di grande attualità, ci fornisce tanti suggerimenti per evitare sprechi e ci racconta come innumerevoli piatti della tradizione nascano proprio dalla necessità del riutilizzo.

    E anche molte Giornate Nazionali ci propongono tipici piatti basati sul recupero degli avanzi: canederli, riso al salto, involtini di verza, polpette.

    Con grande piacere colgo al volo questa occasione per raccontarvi qualche mia buona abitudine, in particolare per non buttare il lievito madre e l'albume d'uovo.

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  • CRACKERS "FOGLIA" CON SEGALE E SEMI

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    Oggi è un giorno speciale, per due motivi.

    Il primo è che ricorrono tre anni dall'apertura di questo mio spazio virtuale.

    Rivedere il mio primo articolo mi reca emozione: aver iniziato questa avventura con il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi non è stata una pura coincidenza.

    Non potevo mancare all'appello proprio oggi! Eccomi qua, con il mio contributo, a testimoniare ancora una volta la mia passionaccia! E buon compleanno al mio blog!

    Il secondo motivo che rende speciale la giornata di oggi è il mio ritorno a PANISSIMO, dopo un po' di tempo.

    La raccolta mensile di lievitati di ogni tipo e tradizione, ideata da Sandra del blog SONO IO SANDRA, e Barbara del blog BREAD and COMPANATICO, viene ora rilanciata con nuovo entusiasmo, tante belle idee, e nuovi amici e collaboratori.

    PANISSIMO del mese di ottobre è ospitato proprio dalla new entry del nostro staff, Elisabetta del blog CAKES and CO. Benvenuta Elisabetta!

    Ed ecco il mio lievitato: si tratta di grandi crackers a forma di foglia, intonati con i colori caldi dell'autunno, buonissimi di sapore per la presenza di segale e semi misti.

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  • GIORNATA MONDIALE DEL PANE 2016: IL PANE RITUALE DI SAN GIUSEPPE IN SICILIA

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    Non ho sbagliato data, oggi è il 16 ottobre e non il 19 marzo.

    Ma il pane votivo tradizionale che si prepara in molti paesi della Sicilia in occasione della festa di San Giuseppe, merita di essere citato proprio oggi, Giornata Mondiale del Pane. Quale migliore occasione per rendere omaggio ad una tradizione così bella e particolare, così intensamente sentita, così autentica e fortemente radicata  nella vita delle comunità, come quella dei pani di San Giuseppe?

    Oggi si festeggia la Giornata Mondiale del Pane, in casa AIFB abbiamo dedicato al PANE una speciale GIORNATA NAZIONALE, sul Calendario del Cibo Italiano, e anche la Settimana del Pane. Le due Ambasciatrici sono rispettivamente Sonia Nieri Turini, del blog QUATTRO PASSI IN CUCINA, e Valentina Venuti del blog NONDISOLOPANE.

    Che altro dire, chi mi segue mi conosce come una Fornarina scatenata, ogni parola sarebbe superfua...per chi non mi conosce mi presento brevemente, dicendo solo che una delle mie passioni più forti e costanti nel tempo è quella di fare il pane. Amo approfondire metodi, tecniche, storia e tradizioni. Mi piace impastare, mi piace leggere storie di pane, mi piace viaggiare alla scoperta degli innumerevoli tipi di pane esistenti al mondo, con le storie dei popoli ad essi connesse.

    In Italia esistono centinaia di tipi diversi di pane, alcuni di essi hanno ottenuto riconoscimenti DOP e seguono un rigido disciplinare dettato da una tradizione centenaria.

    E' straordinario e affascinante il fatto che si riesca ad ottenere prodotti così diversi con quattro semplici ingredienti: farina, acqua, lievito e sale. Questo è il miracolo del pane!

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  • GRISSINI E FIORELLINI DI PANE

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    Mi capita spesso di fare crackers e grissini con il lievito madre, è un impasto semplice e veloce, e inoltre ho la necessità di utilizzare il lievito in esubero che mi invade il frigo, e non mi piace buttar via.

    Per la realizzazione di questi grissini e fiorellini di pane sono partita stavolta da una ricetta base del libro di Jeffry Hamelman, “Bread, a baker’s book of techniques and recipes”, che prevede una percentuale di grassi maggiore rispetto a quella da me utilizzata normalmente. Ho leggermente variato le proporzioni, ho utilizzato il lievito madre al posto del lievito di birra, e due ottime farine della tradizione italiana al posto della normale farina tipo 0 per pane. Si tratta di antiche cultivar, cereali conosciuti da sempre ed utilizzati in ambiti territoriali precisi: il grano solina, coltivato tra le montagne dell'Abruzzo, e il farro, coltivato in Umbria, Marche e Molise. Più volte ho pubblicato ricette di lievitati che prevedono queste farine.

    Il risultato è un grissino con una gradevole friabilità, un sapore piuttosto marcato e molto buono, ed anche una buona conservabilità. Ho trovato questa calibratura davvero ottima, e, vi assicuro, i miei assaggiatori di fiducia hanno approvato e  gradito!

    L’impasto è lo stesso per i grissini e i fiorellini, ovviamente i grissini rimangono asciutti, mentre i fiorellini hanno la consistenza di piccoli panini, più morbidi.

    Le spezie, i semi e le erbe aromatiche donano colore, profumo e gusto, rendendo ogni grissino diverso dagli altri. I fiorellini, tagliati con stampini e colorati anch’essi con lo stesso sistema, sono piccoli bon bon, graziosi da vedere e buoni da gustare. Si prestano ad essere confezionati per un piccolo e originale cadeau.

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  • HUNGARIAN BREAD RING: PHOTO-TUTORIAL

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    Eccomi di nuovo con uno degli articoli più apprezzati del mio spazio virtuale: la RUOTA UNGHERESE DELLE FESTE. Più volte i miei lettori mi hanno chiesto chiarimenti sul procedimento da seguire per ottenere il risultato mostrato in foto nel mio articolo precedente.

    Ho così deciso di fotografare i vari passaggi, sperando che ciò sia di maggior aiuto. Quale periodo migliore per arricchire la tavola delle feste con un pane così scenografico?

    Naturalmente per l'ottima ricetta di Hamelman, e per il procedimento, dovrete consultare il mio primo articolo, "RUOTA UNGHERESE DELLE FESTE", oppure "CHALLAH".

    Here I am with one of the most popular articles of my blog: the HUNGURIAN BREAD RING.

    My readers asked me for explanation about the procedure, to get good results, for decorating and braiding easily and correctly.
    So I decided to photograph all the steps, hoping this would help you all.

    Christmastime is ideal to show so a rich and fantastic bread on the table well prepared for an important dinner or Christmas party.
    Of course, for the perfect recipe of Hamelman, and the process, you can consult my first article, "HUNGARIAN BREAD RING" or "CHALLAH".

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  • IL MIO BABA' GIGANTE PER IL COMPLEANNO DI DE GUSTIBUS ITINERA / MY GIANT BABA' FOR THE BIRTHDAY OF DE GUSTIBUS ITINERA

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    Un babà di quasi cinque chili, un gigante di bontà!

    E’ così che voglio festeggiare il compleanno di DE GUSTIBUS ITINERA, con uno dei dolci che più amo e che appartengono alla tradizione di famiglia. E a me piacciono le tradizioni, mi piace perpetuarle.

    Non a caso il babà è stato il soggetto di uno dei miei primi articoli, lo trovate qui, con un tutorial fotografico validissimo anche per questo nuovo babà.

    Come lo vogliamo chiamare, babà o savarin? E questa disquisizione è stata trattata in un altro mio articolo, sulla storia del babà, e lo trovate qui. Insomma, io del babà non potrei assolutamente fare a meno!

    Almost 5 kilos, a giant of goodness!

    I want to celebrate in this way the birthday of DE GUSTIBUS ITINERA, with one of the cakes that I love very much, which belongs to the family tradition. And I like traditions, I like to perpetuate my customs.

    Not surprisingly, the baba’ was the subject of one of my first articles you can find here, with a photographic tutorial valuable for this new baba.

    And how can  we call it, Babà or Savarin? I invite you to read another article of mine, about the history of the babà, very interesting and surprising. You can find it here.

    In conclusion, I cannot absolutely deny myself the babà! 

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  • IL MIO PANE AUGURALE PER IL 2016: TRECCIA DECORATA E CRACKERS FANTASIA

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    Di tanto in tanto torno alla mia passione, il pane decorato, al quale ho dedicato un'intera sezione in questo mio spazio virtuale. E con questo pane delle feste voglio salutare i miei lettori, augurando loro prosperità e salute, e non solo per il 2016 naturalmente.

    Da sempre il pane delle feste ha assunto una funzione propiziatoria, simbolo d'abbondanza, e simbolicamente desidero riproporre questo antico rito, per tutti voi.

    A tal proposito vi segnalo alcune mie precedenti proposte, anch'esse valide come pani delle feste, che continuano ancora a piacere a chi legge il mio blog: la ruota ungherese delle feste(primo articolo), la ruota ungherese con foto-tutorial(secondo articolo), grissini e fiorellini di pane, la challah ebraica, il pain margueritte, i coccoi sardi.

    Questa grande treccia colorata è una rielaborazione di varie prove fatte tempo fa, mai pubblicate, e dei miei precedenti esperimenti sopra citati e qui pubblicati. Richiede una discreta dose di pazienza nel cospargere ogni filo con vari elementi colorati, cioè paprika, curcuma, sesamo e papavero.

    L'ho preparata con entusiasmo e amore, è stato il mio dono per una carissima amica, Rosalisa, con la quale ho trascorso una lieta giornata a Natale, invitata a casa sua, e alla quale dedico con grande affetto questo articolo.

    Cara Rosalisa ti mando un bacio, nella speranza di vivere con te e la tua famiglia altri momenti altrettanto gioiosi!

    Sono orgogliosa e onorata del fatto che la mia treccia abbia fatto bella mostra di sè, come centrotavola per il tuo magnifico pranzo di Natale!

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  • IL PANE RITUALE SERBO DI PATA MARKOVIC

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    Resto sempre incantata dinanzi ai pani rituali di qualsiasi tradizione, riccamente abbelliti con intrecci e decori simbolici. Ne abbiamo testimonianza anche in Italia, in particolare in Sicilia, con i pani di S. Giuseppe, e Sardegna, con i coccoi de Pasca. Molto modestamente ho provato a riprodurre entrambi, ed ho anche interpretato la ruota ungherese delle feste, con due articoli, il secondo con foto-tutorial passo passo.

    Stavolta ho raccolto di buon grado l’invito di Marina a riprodurre un pane rituale serbo, in occasione del festeggiamento di PETRONILLA sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO, con un approfondimento sulla “Petronilla serba”, PATA MARKOVIC.

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    Al pari della Petronilla italiana, Pata insegnò a generazioni di donne a cucinare in modo vario, sano e gustoso. Insegnò anche la preparazione della tavola, la presentazione dei piatti e la tenuta della casa.

    Per lei, come per Petronilla, essere casalinga era una cosa seria, che richiedeva conoscenze e competenze.

    Pubblicò diversi libri e curò rubriche di importanti riviste, dedicate a ricette e menù.

    Per questo pane mi sono attenuta alla ricetta che mi ha tradotto Marina, sostituendo il lievito di birra con il lievito madre e ricalibrando le percentuali in funzione del lievito aggiunto. Ho pensato di aggiungere anche pochissimo zucchero e buccia di limone.

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  • INVOLTINI DI SGOMBRO

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    Oggi si apre la SETTIMANA DEL PESCE AZZURRO sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO AIFB.

    L'ambasciatrice è CRISTINA GALLITI del blog POVERI MA BELLI E BUONI.

    Ho avuto la fortuna di conoscere la simpaticissima e bravissima Cristina in occasione del blogtour a San Vincenzo, di cui vi ho parlato in due articoli, il primo riguardante LA FRIGGERA, il secondo riguardante la città di San Vincenzo.

    E' stata un'esperienza bellissima e molto istruttiva, e Cristina ci ha guidati in modo eccellente. La sua grande competenza ed esperienza sul pesce azzurro si può immediatamente intuire aprendo il suo blog.

    Per la settimana dedicata al pesce azzurro ho preparato un piatto semplice, veloce e nutriente. A casa mia si mangia pesce quasi ogni giorno, e amiamo particolarmente il pesce azzurro, povero ma bello e buono, come dice Cristina.

    Preparo spesso questi involtini cambiando anche gli ingredienti del ripieno, in ogni caso è una pietanza gustosa e leggera. Si tratta di filetti di sgombro alternati con un ripieno, avvolti e fermati con uno stuzzicadenti o un filo da cucina.

    In questo caso il ripieno è costituito da stracchino, pasta di olive nere, pomodorini ed erbe aromatiche.

    Non consiglio l'aggiunta di sale, la pasta di olive lo sostituisce egregiamente.

    Ho accompagnato gli involtini con un pesto alla rucola e gelatine vegetali ottenute da purea di peperoni, pomodori, rape rosse.

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  • LASAGNETTA DI MURANO

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    Il primo piatto di pasta fresca che pubblico sul mio blog lo dedico a Sandra, che mi ha invitata a farlo, qualche giorno fa, per la sua raccolta "Pasta che ti passa...impastiamo la crisi!". In realtà non posso partecipare alla sua raccolta, il piatto che presento qui costa più di 5 euro (era la cifra da non superare per il totale degli ingredienti e per quattro persone)...ma ho il piacere di inaugurare così la nuova sezione "primi piatti", con qualcosa di particolare. Avevo un desiderio da tanto tempo, realizzare una pasta fresca colorata. Tra le tante realizzazioni viste per lo più nei miei vecchi libri di cucina, mi aveva colpito la murrina di pasta dello chef Riccardo De Prà. Ed eccola la mia versione, un po’ diversa, ribattezzata “lasagnetta di Murano”. Tecnicamente ho eseguito le indicazioni del libro, le dosi e gli ingredienti sono leggermente diversi. L’ho condita con una besciamella di pesce e con un misto scoglio, ma si presta anche a diversi ripieni, di carne, ricotta e spinaci, funghi o altro. Per realizzarla vi occorreranno quattro o cinque impasti di diverso colore.

    Ecco come ho proceduto.

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  • PAIN MARGUERITTE

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    Continuano gli esperimenti sulle forme tradizionali francesi, grazie al gruppo Panissimo, e devo ammettere che lo stimolo è davvero utile e proficuo!

    Ho imparato a conoscere e realizzare molte forme che credevo impossibili, vi rimando agli articoli in questo sito: fendu, epi, savoyard, couronne.

    Tra le varianti della baguette, non conoscevo  la margueritte, molto carina e divertente da realizzare. Questo è il mio primo esperimento, ne sono abbastanza soddisfatta.

    Pur nel rispetto assoluto del disciplinare francese, ho voluto anche stavolta utilizzare le nostre buone farine di grani antichi, grano tenero verna e grano duro khorasan.

    Per saperne di più su queste farine, vi rimando qui ad un altro articolo presente su questo sito.

    Autentici sapori del centro e sud dell’Italia, antiche cultivar che meritano di essere conosciute, coltivate  e gustate in modo più diffuso.

    Continua anche la mia scommessa nella sperimentazione di impasti con farine poco adatte alla panificazione, difficili in quanto povere di glutine. Il profumo ed il gusto ripagano ampiamente, anche se l’impasto non risulta liscio ed elastico come con una normale farina di forza.

    Voi lettori avrete ovviamente difficoltà a reperire le stesse farine da me utilizzate: nessun problema, potete sostituirle tranquillamente, anche con una normale tipo 0 di media forza, o semintegrale tipo2, in combinazione con rimacinata di grano duro.

    Vediamo ora la ricetta e il procedimento.

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  • PAIN MARGUERITTE DECORATO

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    Chi mi conosce sa che amo decorare i pani, e spesso queste decorazioni nascono all’istante, da un’idea che salta alla mente proprio nel momento della formatura.

    E’ successo con questa composizione decorativa, formata da due baguettes, una per la margherita, l’altra per le foglie intagliate.

    All’inizio avevo tra le mani semplicemente cinque baguettes molto idratate, così ho pensato di utilizzarne due per creare una margueritte un po’ speciale.

    La mia idea era creare un centrotavola per una allegra tavola delle feste. Forse ci sono riuscita, dati gli apprezzamenti che mi sono già arrivati.

    Ovviamente la margueritte va consumata, è molto buona ed è fatta di ottime farine.

    Mi sono ispirata ai fantastici pani del Maestro Josep Pascual, forse il più creativo maestro di arte bianca. I suoi pani sono sculture, una gioia per gli occhi. L’uso di stencil, intrecci, intagli, si combina perfettamente ad una costante attenzione per la genuinità del prodotto e all’uso accurato di ottime materie prime.

    Molto modestamente ho cercato di riprodurre una delle sue tecniche, ma seguirlo è una continua scoperta, la sua costante ricerca di nuove idee e nuove forme non cessa. Un vero artista, grazie!

  • PAIN MARGUERITTE PER #PANISSIMO26

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    Eccomi di nuovo ad ospitare PANISSIMO, molto molto felice di farlo, in questo mio spazio virtuale!

    Il leitmotiv per la raccolta di questo mese? FORME E DECORI NEL PANE, vi piace?

    E’ facoltativo, naturalmente, ma è un tema mai proposto prima d’ora. Così chi vuole, può sbizzarrirsi a proporre le forme classiche del disciplinare francese, oppure di tradizioni di altri Paesi, o ancora forme nuove completamente inventate.

    Tutti noi conosciamo JOSEP PASCUAL, il mago delle forme e dei decori, lui ha fondato il suo grande e meritato successo proprio sull’originalità dei suoi pani, giocando con tagli particolari, stencil e forme innovative.

    La sua fantasia è irrefrenabile, le sue proposte sono sempre diverse e originali.

    Lo ammiro moltissimo, è per me grande fonte di ispirazione, nel mio piccolo, ovviamente.

    Anch’io amo l’aspetto estetico originale ed accattivante, nel cibo in generale, nel pane in particolare.

    I'm back to host PANISSIMO, happy to do it, in this virtual space!
    The leitmotif for the february collection? SHAPES AND DECORATIONS IN THE BREAD, do you like it?
    It’s optional, of course, but we never offered it before. So if you want, you can propose the classical French shapes, or the traditional shapes from other countries, or even new shapes and decorations completely invented.
    We all know JOSEP PASCUAL, the wizard of the shapes and the decorations.

    He founded his great and deserved success on the originality of his own bread, with a special combination of shaping and scoring, with stencils and innovative forms.
    His imagination is irrepressible, his proposals are always different and ingenious.
    I admire him very much, he gives me great inspiration, in my modest home-bakery, of course.
    I love the distinctive and pleasant look, in food in general, in the bread particularly.

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    Più volte ho presentato pani decorati, uno degli ultimi è la ruota ungherese delle feste, di cui ho pubblicato un tutorial fotografico.

    Amo particolarmente giocare con forme e colori, in questo blog troverete uno spazio dedicato solo ai pani decorati. Ho tentato anche di riprodurre i famosi coccoi sardi, nutro una sconfinata ammirazione per la grande perizia delle donne sarde nel confezionare questi pani.

    Ma mi sono divertita anche con le tradizionali forme francesi, la couronne, l’epi, il fendu, il savoyard, gli ultimi languette feuille e tressé. Senza contare le basilari forme della baguette e della batard.

    Più volte mi è stata chiesta una spiegazione dettagliata anche per il pain margueritte, di cui ho pubblicato due versioni.

     

    I often presented decorated bread, one of the last is the Hungarian bread ring, of which I published a photo tutorial.
    I particularly love to combine shapes and colors, in this blog you’ll find a dedicated space where I put only decorated bread. I also tried the famous Sardinian "coccoi”, the high skill of the Sardinian women is fantastic and admirable.
    I like very much the traditional French forms, here’re the couronne, the epi, the fendu, the Savoyard, the last languette feuille and tressé. And the basic shapes of baguette and bâtard, obviously.
    Several times I was asked for a detailed explanation for the "pain margueritte", of which I published two versions.

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    Ho deciso di aprire questa raccolta proprio con il tutorial fotografico del pain margueritte.

    E invito tutti voi ad unirvi a me, con un pane decorato o con qualsiasi pane o altri lievitati, in questo spazio, per dar vita alla raccolta di febbraio #PANISSIMO26 !

    Ormai conoscete le regole: potete postare fino a cinque articoli di lievitati con lievito madre o di birra, e anche di pani senza lievito, l'importante è che si tratti di articoli nuovi appena pubblicati.

    Inserite nel vostro blog il banner di PANISSIMO, e citate i blog di Barbara e Sandra, le ideatrici della raccolta mensile PANISSIMO, e il blog ospitante, il mio, De Gustibus Itinera.

    Questo è il banner di PANISSIMO

     

    I decided to open this collection with my own photo tutorial of pain margueritte.
    I invite you all to join me, with a decorated bread or any kind of bread or other leavened, in this space, to give life to the collection in February #PANISSIMO26 !
    By now you know the rules: you can post up to five items of leavened with yeast or sourdough, and also of unleavened bread, the important thing is that this is just a new unpublished article.
    Place in your blogs the banner of PANISSIMO please, mention the blogs of Barbara and Sandra, the creators of the monthly collection PANISSIMO, and my blog too, De Gustibus Itinera.
    This is the banner of PANISSIMO

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    Se volete, potete inserire il vostro articolo anche nella raccolta gemella della nostra amica polacca Zapach Chleba, questo è il banner

     

    If you want, you can insert your article also in the collection of our Polish friend Zapach Chleba, here’s the banner

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    Seguite le istruzioni della rana blu per inserire il vostro link, ma se vi fossero problemi, potete chiamarmi in un commento a questo articolo. oppure scrivermi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Potete trovarci su facebook ed unirvi al nostro nuovo gruppo #PANISSIMISSIMO

    Anche questa raccolta sarà pubblicata su PINTEREST

     

    Follow the instructions of the blue frog to insert your link, but if you have problems, you can call me in a comment down this article. or you can write to Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    You can find us on facebook and join our new group #PANISSIMISSIMO
    Even this collection will be published on PINTEREST

     

     


    LARANABLU

    Ed ora il tutorial fotografico del PAIN MARGUERITTE.

    Mi limiterò ad una descrizione della tecnica di formatura, per l’impasto potete consultare le mie precedenti ricette, QUI e QUI. Io ho scelto un blend di farine semintegrali di grani antichi, chi mi conosce sa quanto io ami scoprire il gusto ed il profumo di ogni farina, e quanto mi piaccia anche mescolare diversi cereali.

    Chi vorrà invece concentrarsi solo sulla formatura, potrà utilizzare semplicemente una farina tipo 0 o tipo1 di media forza.

    Partendo dall’impasto già pronto e preformato, ci accingiamo ad eseguire le mosse tipiche per la formatura della baguette. Oltre alle foto sottostanti, potete consultare gli utilissimi video contenuti in questo articolo.

    Possiamo seguire il metodo tradizionale, senza temere di schiacciare l’impasto, in un pane decorato non si cerca mai un’accentuata alveolatura.

     

    Now the photo tutorial of “PAIN MARGUERITTE”.
    I’ll limit myself to a description of the shaping technique, for the dough you can consult my previous recipes, HERE and HERE. I chose a blend of whole flour from ancient grains, I love to discover the typical taste and flavour of every meal, and mix different cereals.
    Whoever would rather just focus on shaping, can simply use a medium strength bread flour.
    Come on starting from ready and preformed dough, we’re going to do the typical moves for the shaping of the baguette.

    In addition to the photos below, you can see the useful video in this article.
    We can follow the traditional method, without fear of crushing the dough: in a decorated bread it’s not so important a crumb with marked large bubbles.

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    Una volta formate le baguettes (per ogni margherita ne serviranno due), le poniamo in canovacci infarinati, per la lievitazione finale, ben coperti e a temperatura di 24-25°.

    Le riprendiamo a lievitazione quasi completa, per finire il lavoro con il taglio ed il decoro con semi e spezie.

    Prendiamo le prime due baguettes, con cui formeremo rispettivamente il fiore e le foglie.

    Cospargiamo la prima baguette, dopo averla leggermente spennellata con acqua, con semi di papavero, o altri semi che vi piacciono, o ancora erbe aromatiche essiccate.

    Poniamola subito sulla teglia di cottura coperta di carta forno.

    Ora pratichiamo due tagli netti lungo la linea della lunghezza, idealmente divisa in due segmenti uguali.

     

    After shaping the baguettes (for each margueritte we’ll need two baguettes), put them in floured towels, for the final proofing (separated from the folds of the towel), well covered, at the temperature of 24-25 °C.
    We’ll take them a little before the complete rising, to finish the work with the cut and the decoration with seeds and spices.
    The two baguettes will form respectively the flower and the leaves.
    Sprinkle the first baguette, after lightly brushing with water, with poppy seeds or other seeds that you like, or even dried herbs.
    This baguette will be put on the baking plate covered with baking paper.
    Now practice two cuts along the length line, ideally divided into two equal segments.

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    I tagli devono dividere il cilindro esattamente al centro, come mostrato in foto.

    Distanziamo ora i due cilindretti ottenuti, cercando di dare la forma di due foglie. Al centro e ai lati, come potete osservare, la baguette è rimasta integra.

    Passiamo ora alla seconda baguette.

    Anzitutto spolveriamola di farina bianca, tipo 0, poi, appoggiando le forbici, lasciamo i segni del taglio successivo, come per l’epi, perfettamente equidistanti.

    A tal proposito potete consultare un mio precedente articolo, ma, a differenza dell’epi, dobbiamo ora staccare completamente i diversi petali della margherita.

    L’ultimo pezzo, all’estremità della baguette, servirà per formare il centro del fiore.

    Una volta tagliati i petali, possiamo sistemarli al centro delle due foglie.

     

    The cuts must divide the cylinder exactly into two parts in the center, except the middle point and the ends, as shown in the photos.
    Open now the two cylinders obtained, trying to make the shape of two leaves. At the middle point and at the ends, as you can see, the baguette is intact.
    Now go on for the second baguette.
    Firstly sprinkle it with white flour, then, using scissors, leave the signs of the next cut, as the epi, perfectly equidistant.
    Concerning this, please see my previous article, but, unlike epi, now we have to completely remove the petals.
    The last piece, the end of the baguette, will serve to form the center of the flower.
    After cutting the petals, we can place them at the center of the two leaves.

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    Ora possiamo decorare anche il fiore, in particolare il bottone centrale, con semi e spezie.

    Per queste margherite ho usato paprika, curcuma, semi di papavero, erbe aromatiche, semi di senape.

    Anche per le foglie pratichiamo piccoli tagli laterali, con le forbici, per creare una graziosa dentellatura.

     

    Now we can also decorate the flower, especially the central button, with seeds and spices.
    I used paprika, turmeric, poppy seeds, herbs, mustard seeds.
    Finally practice small lateral cuts in the leaves, with scissors, to create a nice indentation.

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    Liberate la fantasia ed inventate colori e decori per il vostro fiore!

    Per la cottura vi rimando sempre ai miei precedenti articoli, consigliandovi di porre attenzione a non eccedere col calore, per lasciare i colori più vividi.

    Ed ora attendo con ansia i vostri esperimenti!

     

    Let your imagination invent colors and decorations for your flower!
    About baking instructions, I refer you to my previous articles, always advising you to be careful not to exceed the heat, to leave the most vivid colors.
    And now look forward to your experiments!

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  • PANE DI FARINA VERNA CON DECORI

    vernadecorato

    Ecco un pane dal gusto davvero particolare, grazie all'utilizzo quasi esclusivo della varietà di grano tenero "verna", di cui ho già parlato in questo blog, e l'ho utilizzata per diversi pani in combinazione con altre farine. La piccola percentuale di farina manitoba è necessaria a dare un buon nervo all'impasto, la verna è troppo debole per reggere una idratazione come quella prevista per la ricetta.

    Il gusto risulta molto caratteristico, notevole è l'aromaticità, mi ricorda il muschio e la frutta secca.

    Sicuramente questo pane si accompagna bene a legumi e minestre di verdure, ma per assaporarne appieno le qualità consiglio una semplicissima bruschetta con pomodorini dolci e ottimo olio extravergine. Cosa c'è di meglio?

  • PANE UNGHERESE DELLE FESTE/HUNGARIAN BREAD RING

    titolo

    E questa è la mia prima prova di quello che Hamelman nel suo libro chiama HUNGARIAN BREAD RING, un pane tradizionale ungherese che si ottiene con un particolare intreccio. Io l'ho voluto interpretare un po' a modo mio, divertendomi a decorarlo con rametti fioriti e farfalle. L'impasto è lo stesso delle challah, presenti quinel blog, ma possiamo rivedere insieme la ricetta.

    Le foto qui sotto rappresentano il libro di Hamelman di cui ho già parlato nell'articolo precedente. Segue la ricetta.

     

    This is my first trial of Hamelman's HUNGARIAN BREAD RING, learned on his book. It's a traditional hungarian bread, characterized by a typical interlaced shaping.

    I amused myself to decorate it with flowering branches and butterflies.

    The dough is the same of the challah, that you can find here in my blog. Let's look over the recipe again.

     

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  • PANI DI SAPA

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    Sono affascinata dalle tradizioni culinarie regionali, amo conoscere i sapori tipici dei territori e l’origine delle ricette, quasi sempre legate alla stagionalità dei prodotti della terra e alle sagge abitudini contadine, rispettose del ciclo naturale delle stagioni. Questo è il motivo per cui nei miei pasticci quotidiani spesso introduco piatti di diverse regioni.

    Tra i prodotti tipici vorrei presentarvi la SAPA, chiamata anche mosto cotto, prodotto tipico della Sardegna, delle Marche, dell’Emilia Romagna, dell’Abruzzo e del Molise. Sono poche le varianti, sostanzialmente si tratta di mosto appena pigiato, fatto bollire per diverse ore con bucce d’arancia secche e mele cotogne, fino alla riduzione a circa un quinto del volume. In Sardegna esiste anche la sapa di fico d’India, ottenuta dalla cottura del succo di questi frutti. Nel Molise, la mia regione, si usa addensare il mosto anche di più, fino a farlo diventare di consistenza mielosa. Per ottenere un mosto cotto particolarmente pregiato si usa la Tintilia, un vitigno tipico molisano, che produce poca uva dai chicchi piccoli e neri. Il vino Tintilia si caratterizza per un colore molto scuro, per un gusto corposo e deciso, per qualità gustative ed olfattive equilibrate nel bouquet e nel sentore tannico. Tempo fa si è rischiato di perdere questo vitigno, poi per fortuna è stato riscoperto e valorizzato, e adesso rappresenta uno dei prodotti tipici d’eccellenza del Molise.

    L’uso della sapa era molto diffuso nella cucina povera delle tavole contadine, si usava per impastare dolci e pane, per creare bevande con aggiunta di acqua o neve fresca, per insaporire formaggi, polenta o altre pietanze, o condire insalate.

    Ho ancora nelle narici quel sapore pungente e aromatico del mosto, che invadeva tutta la casa mentre cuoceva per ore ed ore. Serviva anche per un’altra preparazione molto particolare, che sicuramente provocherà ribrezzo a chi non è abituato all’idea: del maiale non si buttava niente, questo è noto, ed il sangue mescolato e cotto insieme al mosto cotto, bucce d’arancia, pinoli e spezie, serviva ad ottenere il cosiddetto SANGUINACCIO, un’altra succulenta preparazione, un tipo di crema dolce dal colore nero che veniva gustata spalmata sul pane o come dessert a fine pasto.

    Ho ricevuto in dono la sapa, così ho voluto provare il pane di sapa e le tilicas, due ricette tipiche della Sardegna, di cui ammiro la varietà delle preparazioni e soprattutto l’abilità nel decoro artistico in pasticceria. Ho anche realizzato i famosi coccoi, speciali pani di semola lavorati e decorati, che potrete trovare in questo blog. Ecco la ricetta e il procedimento che ho seguito per i miei pani di sapa.

  • PANI DI SAPA DI FICO D'INDIA

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    Oggi si celebra la Giornata Nazionale dei PANI DI SAPA, nell'ormai famoso Calendario del Cibo Italiano firmato AIFB.

    L'ambasciatrice di oggi è una sarda purosangue, Cristina Tiddia, è lei che ci racconta, nel suo articolo, le origini e le tradizioni molteplici intorno a questa ricetta della sua terra, che io adoro, e che ho già provato ed inserito qui nel blog due anni fa.

    Colgo questa occasione per ringraziare un'altra sarda purosangue, la mia cara amica Gabriela Pitzianti, bravissima cuoca e custode di antichi saperi. Gabriela mi ha dato la possibilità di scoprire il meraviglioso mondo delle tradizioni sarde, un patrimonio immenso. Cara Gabriela permettimi di dedicarti questo articolo, sperando di poter un giorno impastare insieme a te pani di sapa e altre ricette della tradizione sarda.

    La SAPA è un prodotto tipico di varie regioni, Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Molise.

    Nella mia regione, il Molise, viene chiamato MOSTO COTTO, in quanto prodotto da mosto appena pigiato, bollito per ore con bucce d'arancia, mele cotogne e diverse spezie. Dopo la cottura il mosto cotto si riduce moltissimo, da un quinto ad un decimo della quantità iniziale, divenendo denso e molto aromatico.

    Ricordo che da piccola mi piaceva gustarlo con la neve fresca, un sorbetto sopraffino!

    Anche il SANGUINACCIO si preparava con il mosto cotto, ne andavo ghiotta, lo preferivo alla nutella, e per una bambina è tutto dire!

    La sapa di fico d'india è tra le particolarità della cucina sarda.

    I frutti vengono raccolti nel mese di settembre, sbucciati e bolliti brevemente. A questo punto ne viene filtrato il liquido e cotto per diverse ore, in un pentolone di rame, insieme a bucce d'arancia e fiori di finocchietto selvatico.

    Quest'anno ho avuto occasione di acquistare la sapa di fico d'India direttamente da produttori sardi.

    Ho provato anche altri dolci con sapa, per esempio le tilicas, ma preferisco il pane, come ormai sapete, e questo pane dolce è proprio speciale, diverso da tutti gli altri.

    La ricetta che ho eseguito questa volta è leggermente diversa da quella precedente, ho aggiunto pochissima acqua, la sapa è l'ingrediente principale, così alla fine questi pani somigliano molto ad un panforte, per la ricchezza degli ingredienti.

    Vediamo come fare.

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MARIA TERESA

Maria Teresa Cutrone de gustibus Itinera

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