CIABATTE CON SEMOLA INTEGRALE SENATORE CAPPELLI

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Il pane più semplice? Io non ho dubbi: è la ciabatta. Come tutte le cose semplici, ovvie e perfette, nasce da un’idea geniale. Arnaldo Cavallari, noto campione di rally, la mette a punto il 21 settembre 1982, ad Adria, e la chiama Ciabatta Italia.

La novità consiste nell’alta percentuale di acqua, almeno il 70%, e nell’uso di una biga preparata con pochissimo lievito. Il doppio impasto e i lunghi tempi di lievitazione producono un pane profumato e croccante, con mollica morbida e con grandi alveoli. L'aveva capito il suo indomito inventore, basta una scintilla per innescare un grande motore. Basta pochissimo lievito per avviare un processo enzimatico che donerà grande gusto e intensa aromaticità al prodotto finito.

Molta strada ha fatto la ciabatta da quel fatidico 21 settembre 1982. Il globetrotter Arnaldo ha fatto il giro dei cinque continenti per insegnare al mondo intero la ricetta della ciabatta. Ormai è un cult, un po' come la pizza.

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CIALDONI DI PELLEGRINO ARTUSI IN VERSIONE ARCOBALENO

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Pellegrino Artusi ha sempre ragione.

Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario, per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo; basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima della più fine, chè questa vi farà figurare.

“La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, pietra miliare delle pubblicazioni culinarie di tutte le epoche, continua ad essere un fondamentale strumento e fonte di ispirazione. Ovviamente le sue ricette vanno studiate, rimodulate e adattate alle moderne esigenze. Ma alla fine tutto torna, e il risultato è appagante.

La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata la difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.

Questo è successo quando ho provato la ricetta n°621, ovvero i cialdoni, in occasione della stampa del libro “Crêpe is the new black”. Si tratta di una bellissima raccolta di crêpes, pancakes, waffles e cialde di ogni tipo e tradizione. Ho avuto l'opportunità di partecipare a questo libro con la ricetta rivisitata dei cialdoni, grazie ad Alessandra Gennaro e a MTChallenge.

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PANE DELLA GARFAGNANA CON FARRO E PATATE

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Il garfagnino, l’antico pane della Garfagnana impastato con i prodotti locali, il farro dicocco e le patate di Sillano, conserva tutto il suo fascino, e soprattutto il sapore rustico e il profumo intenso. Non potevo non includerlo nella mia personale raccolta di pani, in Garfagnana ci ho lasciato il cuore: non posso dimenticare un blogtour di due anni fa, in un’atmosfera tra il fiabesco e il bucolico.

Se volete saperne di più di questo stupendo territorio, potete consultare i due miei articoli che lo descrivono:

Profumi e colori della selvaggia Garfagnana

Garfagnana parte seconda

Una volta il pane garfagnino era un pane povero, in cui una parte di farina veniva sostituita dalla patata lessa, che lo conservava morbido per tanto tempo. La patata spesso sostituiva il grano, per necessità, nei territori montagnosi, dove i cereali scarseggiavano. Un altro pane povero è il parrozzo o pane rozzo molisano, che ho già pubblicato tempo fa, dove la patata si sposa al granoturco.

Oggi il pane garfagnino è stato inserito nell’elenco dei PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI della Toscana, ed è anche presidio SLOW FOOD. Gustato con i salumi tipici, la mondiola, il biroldo, il prosciutto Bazzone e il manzo di Pozza, è davvero irresistibile!

Il mio esperimento di pane garfagnino ovviamente si allontana dal disciplinare ufficiale, che lo vuole cotto nel forno a legna, e con precise percentuali che io non ho rispettato. Ma mi piace pensare che il risultato sia molto simile, e vi invito a provare questo pane gustoso e soffice.

Amo tantissimo uno dei prodotti più caratteristici della Garfagnana, il farro dicocco. L'ho coltivato anch'io lo scorso anno nel mio Molise, dove questo cereale era un tempo molto utilizzato. Già in altri articoli ho parlato di questo antico cereale, diffuso e utilizzato soprattutto in epoca romana.

Vorrei ringraziare la mia amica Paola del blog Prelibata che, pubblicando questo pane, mi ha fatto venir voglia di provarlo.

Amore a prima vista!

Ringrazio immensamente anche le mie amiche Alessandra Simonetti e Maria Rosaria Cozzolino, che hanno promosso una simpatica iniziativa su un gruppo facebook, un'impastata collettiva con alcune mie ricette, tra cui proprio questa. Approfitto per salutare tutti gli impastatori partecipanti!

Dimenticavo... per questo pane ho usato la mia farina di farro, prodotta nel mio terreno in Molise e macinata a pietra da Dionisio, proprietario del Molino Cofelice di Matrice. Davvero una grande soddisfazione.

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BRIOCHE CON SUCCO D'ARANCIA E OLIO D'OLIVA

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I blog che seguo, quelli delle mie amiche più creative e affidabili, sono sempre fonte di ispirazione per nuovi esperimenti e nuove ricette. E quando l’idea arriva, la devo mettere in pratica il più presto possibile per verificarne il risultato, per poi ripetere l’esperimento un paio di volte ancora. E così nasce una nuova ricetta.

Ho pensato a questa brioche nel momento in cui ho scoperto nel blog della mia cara amica Tiziana, PROFUMO DI BROCCOLI, molte brioches profumate all’arancia. Così ho pensato che, oltre all’aroma della buccia o della pasta d’arancia, avrei potuto inserire nell’impasto il succo d’arancia. Una dose modesta di uova e zucchero, e dell’ottimo extravergine al posto del burro, hanno completato l’idea.

Ed eccola qui la brioche al succo d’arancia, morbida, profumata, leggerissima. È diventata la mia brioche della colazione, non troppo dolce ma con un ottimo sapore; può essere arricchita da un velo di marmellata oppure gustata semplicemente così. La sua leggerezza vi conquisterà, senza procurarvi sensi di colpa!

Io ho usato dosi massicce, come sempre, adatte al mio grande forno; voi potete dimezzare le dosi, se avete un forno normale.

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NAKED CAKE AL MANDARINO

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Quest’anno niente lievitati a Pasqua, al massimo del pane senza impasto… la mia planetaria ha incrociato le braccia ed ha deciso di smettere di funzionare proprio quando il lievito era bello reattivo e vivace, pronto per le colombe. Beh, ammetto che la faccio lavorare anche troppo!

Ma vi avevo promesso anche la mia squisita torta di compleanno, di esecuzione abbastanza semplice ma con un discreto effetto scenico. Dunque eccomi qui a spiegarvi come ho proceduto.

Lo scorso anno mi sono avvicinata per la prima volta al genere “naked cake”: la torta nuda mi è piaciuta subito, l’ho sentita più vicina alle mie corde rispetto alle torte classiche e moderne, più elaborate, decorate alla perfezione e molto curate nell’aspetto. Al contrario, questo tipo di torta è di una eleganza semplice e “spontanea”, con decorazioni in frutta e fiori freschi.

Naturalmente ho scelto il mio leit motiv preferito: il gusto fresco e profumato del mandarino. Ho declinato la torta usando il gusto e la fragranza di questo delizioso frutto invernale, di cui vado matta. Potete approfittarne, prima che finiscano anche i mandarini tardivi, i cosiddetti “ciaculli”.

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GNOCCHI DI ZUCCA SENZA PATATE E SENZA UOVA

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La zucca è uno degli ortaggi che più mi conforta durante le fredde giornate invernali. Mi piace ridurla in fumanti zuppe, ma anche introdurla nei ripieni dei tortelli, creare un fondo cremoso per un primo piatto, o una salsa per accompagnare un secondo piatto.  La sua polpa morbida è adatta ad arricchire un pane, brioches dolci e salate, addirittura panettoncini vegan, conferendo loro quel caratteristico, caldo colore arancio.

Un altro simpatico modo di gustare la zucca è quello di preparare gnocchi con la sua polpa, quelli che vi presento oggi. Una valida alternativa ai soliti gnocchi di patate.

Chi di voi mi conosce, sa che non pubblico quasi mai la mia semplice cucina di tutti i giorni. In questo spazio mi piace inserire pani e lievitati di ogni genere, ricette un po' più impegnative, o anche nuovi metodi sperimentati e più volte provati. Ho il brutto vizio della condivisione compulsiva, è nel mio DNA e anche deformazione professionale di insegnante! :D

Questo post nasce proprio da uno scambio di opinioni con la mia amica Fausta del blog CAFFÈ COL CIOCCOLATO, uno dei più affidabili che io conosca. Vi consiglio una visita, scoprirete tanta competenza espressa in foto incantevoli e racconti piacevolissimi.

Fausta aveva apprezzato i miei gnocchi di zucca, di cui avevo messo qualche foto sui social. Li aveva anche cercati qui nel blog, non trovandoli. Così è nata una chat in cui io e lei abbiamo scambiato qualche idea sulla calibratura della ricetta e sul condimento. Alla fine Fausta li ha preparati e le sono piaciuti molto!

L’avrete capito, è una ricetta collaudatissima questa! Provata più volte da me e da Fausta. Semplicissima allo stesso tempo. Tanto semplice quanto gustosa, vi assicuro. Vi basteranno solo tre ingredienti, due nella versione di Fausta che ha usato solo farina. Niente patate e niente uova. Un semplce condimento completerà il piatto.

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CANEDERLI CLASSICI IN BRODO DI GALLINA

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Cucino ogni giorno, a pranzo e a cena, preparo dolcetti per la colazione e la merenda, faccio il pane regolarmente almeno due volte a settimana… ma non sempre riesco a condividere in questo spazio la mia cucina quotidiana, il tempo è tiranno.

Questa volta però non posso non condividere con voi i classici canederli tirolesi in brodo, e lo faccio con immenso piacere, per tante ragioni.

La prima è che ho partecipato al Gran Tour del Trentino Alto Adige di AIFB, con l’articolo su cereali e pani, scritto assieme a Marianna del blog Sapori e Dissapori.

La seconda riguarda i canederli, o Knödel, che non sono altro che gnocchi di pane, dunque sono in sintonia con questo blog, che si occupa prevalentemente di pane e lievitati.

La terza ragione è che questa ricetta mi permette di parlare di una preparazione basica, il brodo di carne, che non deve mai mancare in cucina, essendo anche un ingrediente indispensabile per tante ricette.

Infine i canederli mi ricordano le vacanze in montagna, panorami mozzafiato, lunghe camminate tonificanti nei boschi, aria frizzante e profumata, cucina gustosa, Moena, Bressanone, Merano… È bello portare un po’ di atmosfera vacanziera nella vita quotidiana!

Il vulcanico gruppo veneto di amiche blogger ha organizzato anche un contest sul canederlo, per AIFB.

Se andate a curiosare qui da Paola del blog Prelibata, oltre alla sua splendida realizzazione tricolore, potete trovare i link a tantissime varianti di canederli, che si rivelano essere un piatto davvero versatile, dall’antipasto al dolce.

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