IL MIO PANZUCCA, ISPIRATO AL TRADIZIONALE PANE ALLA ZUCCA

panzucca 1Che bella sensazione tornare qui dopo tanto tempo. Ma nonostante io sia incostante e disorganizzata nell'editing (spero di migliorare!), la mia cucina è sempre in fermento, in tutti i sensi! C'è sempre un lievitato in preparazione, il pane non manca mai.

IL PANE ALLA ZUCCA DELLA TRADIZIONE MANTOVANA

Son qui proprio per condividere uno degli ultimi pani, voglio presentarvi il mio PANZUCCA, molto simile al pane alla zucca della tradizione mantovana, comune in tutta la Lombardia e anche in Emilia Romagna.

La particolarità di questo pane è nell'impasto a base di farina e purea di zucca, che sostituisce l'acqua. Si tratta di un pane di antica tradizione, sappiamo che in passato il pane si impastava con i più svariati ingredienti, e la zucca era uno di questi, vista la facilità di coltivazione e reperibilità.

In questo modo il pane diventa molto più nutriente, arricchendosi di zuccheri e sali minerali. Il risultato è un gusto leggermente dolce, che si abbina sia con marmellate, sia con salumi e formaggi, dei quali contrasta la sapidità. Il colore varia dal giallo all'arancio, dipende dalla varietà di zucca utilizzata. Sicuramente la zucca mantovana è una delle varietà più pregiate, ma va benissimo anche la classica zucca americana, con polpa piuttosto acquosa, oppure Napoletana, Violina, Butternut, Okkaido, Delica e altre.

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LE MIE RICETTE CON LA ZUCCA

Non è la prima volta che propongo un lievitato con polpa di zucca: molto apprezzate sono state le brioches con la zucca, in versione dolce e salata. Inoltre c'è un'altra ricetta che preparo proprio in questo periodo, i panettoncini alla zucca, senza uova nell'impasto. Per un primo piatto veloce e gustoso vi consiglio gli gnocchi di zucca senza patate e senza uova, con alta percentuale di zucca e poca farina. Altro primo piatto, un po' più elaborato: ravioli al radicchio tardivo su crema di zucca.

WORLD PASTRY STARS 2018: LE NUOVE ANIME DELLA PASTICCERIA CONTEMPORANEA

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Recentemente ho avuto la fortuna di vivere una bella esperienza, in veste di rappresentante di AIFB, in occasione della V Edizione del World Pastry Stars, un importante congresso internazionale di pasticceria, ideato e organizzato dall’editore Italian Gourmet e dal Maestro Iginio Massari. Bastano questi due nomi per intuire l’altissimo livello dell’evento, in una città dal respiro internazionale, Milano, che si riconferma vocata alla moda e al design, e in generale a qualsiasi proposta d’avanguardia in tutti campi.

Da appassionata seguo i grandi Maestri pasticceri sui vari social, ma mai prima d’ora mi era accaduto di essere catapultata tra tante star della pasticceria, ad ascoltare le ultime novità del settore tra un pubblico di professionisti ed esperti. È stata per me un’esperienza esaltante.

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CIALDONI DI PELLEGRINO ARTUSI IN VERSIONE ARCOBALENO

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Pellegrino Artusi ha sempre ragione.

Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario, per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo; basta la passione, molta attenzione e l’avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima della più fine, chè questa vi farà figurare.

“La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, pietra miliare delle pubblicazioni culinarie di tutte le epoche, continua ad essere un fondamentale strumento e fonte di ispirazione. Ovviamente le sue ricette vanno studiate, rimodulate e adattate alle moderne esigenze. Ma alla fine tutto torna, e il risultato è appagante.

La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata la difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.

Questo è successo quando ho provato la ricetta n°621, ovvero i cialdoni, in occasione della stampa del libro “Crêpe is the new black”. Si tratta di una bellissima raccolta di crêpes, pancakes, waffles e cialde di ogni tipo e tradizione. Ho avuto l'opportunità di partecipare a questo libro con la ricetta rivisitata dei cialdoni, grazie ad Alessandra Gennaro e a MTChallenge.

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PANE DI SOLINA CON DIP DI PISTACCHI E FETA GRECA

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Riprendo il blog dopo una lunga pausa estiva. Un’estate strana questa, affatto riposante per me. Lo fosse stato, mi sarei dedicata molto volentieri al mio angolino virtuale.

Ma non mi lamento, anzi: ci sono state novità, trasformazioni, viaggi su e giù per l’Italia, nuovi progetti, un nuovo inizio. È bello progettare qualcosa di nuovo e diverso nella propria vita, anche se ciò comporta sacrificio, lavoro, stanchezza.

Ma veniamo all’oggetto di questo nuovo articolo, un gustoso appetizer dal sapore mediorientale, che accompagna un pane semplice, uno dei tanti pani con lievito madre e farine artigianali che fanno parte della mia quotidianità. È un pane preparato con farina semintegrale di grano solina, una varietà di grano che cresce ad alte quote in Italia Centrale, soprattutto Abruzzo e Molise. Se volete saperne di più su questa tipica cultivar, e anche su altre, potete consultare questo mio articolo dedicato.

Il dip di pistacchi mi è stato suggerito tempo fa dalla mia amica Fausta del blog CAFFÈ COL CIOCCOLATO. Anzi Fausta mi consigliò un bellissimo libro di cucina persiana, da cui è tratta questa ricetta. Abbinato ad un buon pane, il dip di pistacchi e feta è un brunch perfetto, adatto alle calde giornate estive. Può arricchire l’elenco delle comode ricette di paté, cremine e salse che aiutano ad organizzare l’aperitivo, e riscuotono sempre successo con ospiti a cena. Potete trovare qualche idea di appetizer anche qui nel blog, ad esempio il paté di spigola, oppure i rolls per tutti i gusti.

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BRIOCHE CON SUCCO D'ARANCIA E OLIO D'OLIVA

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I blog che seguo, quelli delle mie amiche più creative e affidabili, sono sempre fonte di ispirazione per nuovi esperimenti e nuove ricette. E quando l’idea arriva, la devo mettere in pratica il più presto possibile per verificarne il risultato, per poi ripetere l’esperimento un paio di volte ancora. E così nasce una nuova ricetta.

Ho pensato a questa brioche nel momento in cui ho scoperto nel blog della mia cara amica Tiziana, PROFUMO DI BROCCOLI, molte brioches profumate all’arancia. Così ho pensato che, oltre all’aroma della buccia o della pasta d’arancia, avrei potuto inserire nell’impasto il succo d’arancia. Una dose modesta di uova e zucchero, e dell’ottimo extravergine al posto del burro, hanno completato l’idea.

Ed eccola qui la brioche al succo d’arancia, morbida, profumata, leggerissima. È diventata la mia brioche della colazione, non troppo dolce ma con un ottimo sapore; può essere arricchita da un velo di marmellata oppure gustata semplicemente così. La sua leggerezza vi conquisterà, senza procurarvi sensi di colpa!

Io ho usato dosi massicce, come sempre, adatte al mio grande forno; voi potete dimezzare le dosi, se avete un forno normale.

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CIABATTE CON SEMOLA INTEGRALE SENATORE CAPPELLI

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Il pane più semplice? Io non ho dubbi: è la ciabatta. Come tutte le cose semplici, ovvie e perfette, nasce da un’idea geniale. Arnaldo Cavallari, noto campione di rally, la mette a punto il 21 settembre 1982, ad Adria, e la chiama Ciabatta Italia.

La novità consiste nell’alta percentuale di acqua, almeno il 70%, e nell’uso di una biga preparata con pochissimo lievito. Il doppio impasto e i lunghi tempi di lievitazione producono un pane profumato e croccante, con mollica morbida e con grandi alveoli. L'aveva capito il suo indomito inventore, basta una scintilla per innescare un grande motore. Basta pochissimo lievito per avviare un processo enzimatico che donerà grande gusto e intensa aromaticità al prodotto finito.

Molta strada ha fatto la ciabatta da quel fatidico 21 settembre 1982. Il globetrotter Arnaldo ha fatto il giro dei cinque continenti per insegnare al mondo intero la ricetta della ciabatta. Ormai è un cult, un po' come la pizza.

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GNOCCHI DI ZUCCA SENZA PATATE E SENZA UOVA

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La zucca è uno degli ortaggi che più mi conforta durante le fredde giornate invernali. Mi piace ridurla in fumanti zuppe, ma anche introdurla nei ripieni dei tortelli, creare un fondo cremoso per un primo piatto, o una salsa per accompagnare un secondo piatto.  La sua polpa morbida è adatta ad arricchire un pane, brioches dolci e salate, addirittura panettoncini vegan, conferendo loro quel caratteristico, caldo colore arancio.

Un altro simpatico modo di gustare la zucca è quello di preparare gnocchi con la sua polpa, quelli che vi presento oggi. Una valida alternativa ai soliti gnocchi di patate.

Chi di voi mi conosce, sa che non pubblico quasi mai la mia semplice cucina di tutti i giorni. In questo spazio mi piace inserire pani e lievitati di ogni genere, ricette un po' più impegnative, o anche nuovi metodi sperimentati e più volte provati. Ho il brutto vizio della condivisione compulsiva, è nel mio DNA e anche deformazione professionale di insegnante! :D

Questo post nasce proprio da uno scambio di opinioni con la mia amica Fausta del blog CAFFÈ COL CIOCCOLATO, uno dei più affidabili che io conosca. Vi consiglio una visita, scoprirete tanta competenza espressa in foto incantevoli e racconti piacevolissimi.

Fausta aveva apprezzato i miei gnocchi di zucca, di cui avevo messo qualche foto sui social. Li aveva anche cercati qui nel blog, non trovandoli. Così è nata una chat in cui io e lei abbiamo scambiato qualche idea sulla calibratura della ricetta e sul condimento. Alla fine Fausta li ha preparati e le sono piaciuti molto!

L’avrete capito, è una ricetta collaudatissima questa! Provata più volte da me e da Fausta. Semplicissima allo stesso tempo. Tanto semplice quanto gustosa, vi assicuro. Vi basteranno solo tre ingredienti, due nella versione di Fausta che ha usato solo farina. Niente patate e niente uova. Un semplce condimento completerà il piatto.

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