LIQUORE DI GELSI E QUALCHE RICORDO D'INFANZIA

liquore gelsi titolo

Per il mio rientro qui sulla piattaforma DE GUSTIBUS ITINERA, dopo una lunghissima pausa, ho deciso di portare un po’ di estate e un po’ di ricordi, con un delizioso, piccolo frutto legato alla mia infanzia, approfittando della GIORNATA NAZIONALE DEI LIQUORI sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO.

Già, perché l’albero di gelsi lo ricordo da sempre, e sempre con le stesse dimensioni, davanti alla casa di campagna di Jelsi, in Molise. Troneggia in mezzo a quello che una volta era un pollaio, avvinghiato nel suo tronco scuro, nodoso e contorto, con rami che formano un grande ombrello verde in primavera, che si tinge a pois dalla fine di giugno fino ad agosto.

liquore gelsi centrale1

CHE NE SAI TU DI UN CAMPO DI GRANO? ALLA SCOPERTA DEI GRANI ANTICHI E TRADIZIONALI

graniantichititoloQuante volte, guardando distrattamente la TV, ci siamo lasciati incantare da bucoliche immagini di campi dorati di grano maturo, o di un antico molino a pietra dove si preparano biscotti fragranti e profumati, o di semplici gesti come tagliare un pane, inzuppare un biscotto, o condire un piatto di pasta, davanti agli occhi luminosi e impazienti dei componenti di una ideale famiglia felice.

La pubblicità fa leva su immagini e gesti ancestrali che, con la loro semplicità ben costruita, hanno un fascino “antico”, e suscitano soddisfazione, emozione, tranquillità. I prodotti del grano, il pane, la pasta e i biscotti, fanno parte ormai del nostro vissuto, e noi non ci rendiamo conto di quanto e come l’introduzione dei cereali nella dieta dell’uomo abbia influito sul suo modo di vivere e sullo sviluppo della sua intelligenza e del suo benessere psicofisico.

Oggi noi del CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO festeggiamo i GRANI ANTICHI E TRADIZIONALI, per ripercorrere brevemente la storia dei cereali, per fare un po' di chiarezza sulla terminologia e sulle informazioni fondamentali, e per imparare a riconoscerli ed utilizzarli nella nostra cucina.

Concedetemi una nota personale. Le foto rappresentano il grano del mio campo. La semola di grano duro Saragolla e Senatore Cappelli, il prodotto di quel grano, è protagonista di splendidi scatti della mia amica Fausta del blog CAFFE' COL CIOCCOLATO, che vi invito a visitare. Troverete una deliziosa ricetta di biscotti salati preparati con quella semola.

Grazie Fausta!

graniantichi1

IL PANE RITUALE SERBO DI PATA MARKOVIC

pane serbo titolo

Resto sempre incantata dinanzi ai pani rituali di qualsiasi tradizione, riccamente abbelliti con intrecci e decori simbolici. Ne abbiamo testimonianza anche in Italia, in particolare in Sicilia, con i pani di S. Giuseppe, e Sardegna, con i coccoi de Pasca. Molto modestamente ho provato a riprodurre entrambi, ed ho anche interpretato la ruota ungherese delle feste, con due articoli, il secondo con foto-tutorial passo passo.

Stavolta ho raccolto di buon grado l’invito di Marina a riprodurre un pane rituale serbo, in occasione del festeggiamento di PETRONILLA sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO, con un approfondimento sulla “Petronilla serba”, PATA MARKOVIC.

pane serbo titolo tris

Al pari della Petronilla italiana, Pata insegnò a generazioni di donne a cucinare in modo vario, sano e gustoso. Insegnò anche la preparazione della tavola, la presentazione dei piatti e la tenuta della casa.

Per lei, come per Petronilla, essere casalinga era una cosa seria, che richiedeva conoscenze e competenze.

Pubblicò diversi libri e curò rubriche di importanti riviste, dedicate a ricette e menù.

Per questo pane mi sono attenuta alla ricetta che mi ha tradotto Marina, sostituendo il lievito di birra con il lievito madre e ricalibrando le percentuali in funzione del lievito aggiunto. Ho pensato di aggiungere anche pochissimo zucchero e buccia di limone.

pane serbo centrale2

FOCACCIA DOLCE DI CILIEGIE, CON FARINA INTEGRALE DI GENTIL ROSSO E LIEVITO MADRE

focacciaciliegie centrale1

Ogni tanto mi piace preparare focacce leggermente dolci, condite con frutta al posto degli ortaggi. Sono un’ottima alternativa alle brioches e sono adatte per chi segue una dieta vegana. Non è il mio caso, ma trovo molto gradevole l’accostamento dell’olio d’oliva con la frutta.

Ho approfittato della GIORNATA NAZIONALE DELLE CILIEGIE che oggi si festeggia sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO, per proporvi una focaccia di ciliegie.

Ho utilizzato una delle mie farine monocultivar, da grano gentil rosso, una varietà molto buona e profumata che è stata rivalutata e riutilizzata negli ultimi tempi, pur producendo una farina debole e poco adatta alla panificazione. L’ho tagliata quindi con una farina tipo 0 adatta per pizza.

focacciaciliegie titolo6

TORTA DELLE ROSE

tortarose titolo

Da tempo desideravo preparare la torta delle rose, un dolce lievitato la cui forma ricorda quello del fiore più bello.

Ho colto l’occasione oggi, con la GIORNATA NAZIONALE dedicata alla TORTA DELLE ROSE nel CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO.

La ricetta che ho usato è una mia rielaborazione della torta delle rose originale di un noto pasticciere mantovano, FABRIZIO ZUCCHI.

tortarose titolo1

La TORTA DELLE ROSE è una ricetta antichissima che ricorda un matrimonio nobile, quello avvenuto il 12 febbraio 1490 tra Isabella d’Este e Francesco II Gonzaga.

Figlia di Ercole I d’Este, duca di Ferrara, e di Eleonora d’Aragona, Isabella fu una delle personalità di spicco del Rinascimento italiano, appassionata cultrice delle arti, tanto da meritarsi il titolo di “decima musa”.

Nel Palazzo Ducale di Mantova fece costruire uno studiolo per raccogliere la sua collezione di tele, sculture, gemme e libri di inestimabile valore. La collezione è oggi smembrata tra musei pubblici e collezioni private.

La torta delle rose, servita al matrimonio di Isabella, voleva rappresentare un omaggio alla sua delicata bellezza e alla sua grazia.

tortarose titolo3

Vediamo cosa ci occorre per prepararla.

ROLLS PER TUTTI I GUSTI SU CANAPE' DI PANBRIOCHE CON ORZO E GRANO SARACENO

rolls titolo6

La sfida MTChallenge di questo mese mi ha incuriosita moltissimo, anche se poi, mai come questa volta, mi sono ridotta proprio all’ultimo minuto. Ma vi assicuro che mi sono letteralmente autoimposta la realizzazione di questa preparazione, scapicollandomi, dato il periodo micidiale tra impegni scolastici e problemi familiari, che non mancano mai. Ma una lezione di cucina così importante, da una maestra così brava e competente non l’avrei mai voluta perdere.

Non volevo perdermi i rolls di Giovanna, la vincitrice della sfida sul sartù, mitica maestra di cucina e animatrice del blog Gourmandia.

Lei ci ha insegnato la tecnica del “ROLLARE”, di confezionare dei rollers per poi ricavarne delle graziose, invitanti tartine, da offrire come aperitivo o piatto unico, sostanzialmente adattissime al consumo in piedi per un buffet.

Ho programmato quattro rollers, dunque uno di questi è fuori concorso, stando alle regole del gioco. Poi vi dirò quale.

Tuttavia ve li mostro tutti: due di pesce, uno di formaggi e uno vegano.

rolls fondo6

SARTU’ DI RISO CON RAGU’ DI POLPO E POLPETTINE DI ALICI E PECORINO

sartù titolo

Eccomi ad affrontare un’altra memorabile sfida MTChallenge, una preparazione che non avrei affrontato di sicuro, se MADEMOISELLE MARINA non avesse vinto la sfida precedente, con la sua splendida terrina, e non ci avesse costretti tutti a studiare il SARTU’ DI RISO.

Devo ammettere che da quando faccio parte della community MTChallenge, questo blog si è arricchito di ricette basilari della cucina italiana e internazionale. Ed ora tocca ad un must dell’arte culinaria dei monsù, o monzù, i cuochi francesi che prestavano servizio nelle famiglie aristocratiche, a Napoli e a Palermo in particolare, dal XVIII secolo. Con fantasia e perizia  i monsù seppero creare una particolare fusion tra la scuola culinaria francese, le tradizioni partenopee e i profumati prodotti della Campania felix.

sartù titolo1

DEGUSTIBUS ITINERA utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.