HUMMUS DI CECI NERI DELLA MIA TERRA A JELSI

 hummus ceci neri

Il termometro di questa caldissima estate è salito fino a 40°, bisogna difendersi scegliendo cibi adatti. LE SALSE FREDDE risultano sempre gradite per accompagnare insalate e secondi piatti. Sulla mia tavola non mancano mai, e l’hummus è una delle mie preferite, per il gusto stuzzicante e il buon apporto di nutrienti.

Questo che vi propongo è un po’ speciale: è preparato con i ceci neri coltivati nel MIO TERRENO A JELSI, IN MOLISE.

Quando il mio amico Mario mi ha proposto la coltivazione dei ceci neri della Murgia, ero un po’ scettica, ma poi mi sono ricreduta completamente. Mi sono resa conto dell’ottima ambientazione di questa pianta in terra molisana. La coltivazione è molto semplice e naturale, non necessita di fertilizzanti né tantomeno di trattamento di tipo chimico. Come tutti i legumi il cece è indicato per la rotazione delle colture, in quanto rilascia l’azoto che i cereali assorbono in gran quantità. In pratica è esso stesso un efficacissimo fertilizzante.

ceci neri

MEZZELUNE DI GRANO SARACENO CON RIPIENO DI MANDORLE E AGRUMI

mezzelune grano saraceno

Il repertorio dei miei dolci abituali non è poi così ricco: mi piace sperimentare nuove preparazioni, soprattutto per occasioni particolari, ma per le colazioni e le merende familiari ripeto spesso ricette collaudate da anni.

La ricetta che vi presento in questo articolo è semplicissima, bastano pochi ingredienti, ma di alta qualità.

Canditi fatti in casa oppure di ottima marca, mandorle rigorosamente italiane, possibilmente siciliane, e infine farina di grano saraceno, oppure farro, o altra ottima farina artigianale macinata a pietra.

Ho chiamato questi dolcetti “mezzelune”: un involucro di frolla nasconde una golosa pasta di mandorle agli agrumi. Per me è un modo diverso di utilizzare le scorzette candite che abbondano sempre a casa mia. E poi di questi tempi meglio togliere via dalla dispensa la frutta secca, con il caldo si ossida facilmente.

Ecco fatto, di necessità virtù: tutto riconvertito in un delizioso dolcetto che può essere conservato anche per qualche settimana.

mezzelune grano saraceno 1

CESTINI DI BRIOCHE CON FARRO, AGRUMI E FRUTTA SECCA

cestini di brioche

Da poco uscita dalla cucina, finalmente mi rifugio nel mio angolino virtuale.

Ho trascorso tante ore a preparare le ricette tradizionali della mia famiglia, il rituale si è ripetuto. Ora che tutto sembra a posto, sono davanti al pc per regalarvi una nuova ricetta, con il permesso di PASTICCERIA INTERNAZIONALE che l'ha pubblicata a settembre, assieme ad un'intervista della brava giornalista MARIA LUISA LUCCHESI.

Sono stata felicissima di apparire in una rivista così prestigiosa, e vorrei ringraziare ancora una volta Maria Luisa Lucchesi e la redazione. Io sono qui, nel numero 303 della rivista.

Questa ricetta è il mio augurio per voi in occasione della Santa Pasqua 2019. Spero sia gradita, e che abbiate anche voglia di provarla, anche se è abbastanza elaborata.

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PANE SICILIANO: MAFALDA, CORONA, OCCHI DI SANTA LUCIA

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Oggi vi porto in Sicilia: dopo avervi presentato i preziosi ricami del Pane rituale di San Giuseppe, ci occupiamo di un "pane travagghiatu" che troviamo ogni giorno nelle panetterie di ogni angolo dell’Isola.

Tutti conoscono infatti la Mafalda, pane preparato con semole di ottimi grani duri locali e coperto di sesamo, nella sua caratteristica forma a serpente. Ma esistono altre due forme tradizionali, che non conoscevo, che si possono ottenere con lo stesso tipo di impasto: la Corona e gli Occhi di Santa Lucia.

Incuriosita, ho preparato l’impasto di semola e mi sono divertita a foggiare le tre forme, molto graziose.

Si tratta di un impasto poco idratato, semplice e saporito, anche per la presenza di una piccola percentuale di olio extravergine. La giuggiulena (così chiamano il sesamo in Sicilia), rende questo pane particolarmente profumato, e rappresenta il legame con la cucina araba.

Il nome Mafalda risale agli inizi del XX secolo, quando un panificatore catanese dedicò questo pane tradizionale a Mafalda di Savoia.

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PANE TIPO GENZANO

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Da più di mezza vita abito a Roma. Le prime abitudini da me acquisite nella mia seconda città, riguardano i gesti semplici della quotidianità, come per esempio comprare il pane. Così ho conosciuto due prodotti d’eccellenza del Lazio: la pizza bianca e il pane di Genzano, due sapori particolari e tipici, due prodotti ricchi di storia e tradizione.

Mi sono divertita più volte a riprodurre a casa queste eccellenze, ovviamente non rispettando alla lettera i disciplinari di produzione che le accompagnano e le identificano. Per la pizza bianca potete consultare qui due articoli, tra i più amati di questo blog: PIZZA BIANCA QUASI ALLA ROMANA e PIZZA BIANCA ROMANA, ESPERIMENTI CON FARINE ALTERNATIVE.

Oggi proviamo a preparare il “PANE TIPO GENZANO”, non quello dettato dal rigoroso disciplinare IGP, di cui ho il massimo rispetto, ma qualcosa che comunque lo imiti bene e ci soddisfi (almeno spero!).

L’aspetto di questo mio pane è molto simile all’originale: la forma a filone senza tagli in superficie, la crosta scura e coperta di crusca, la mollica chiara, soffice e ben alveolata, il profumo intenso di grano appena macinato.

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BUDINI DI ZUCCA CON SALSA AL CIOCCOLATO E SCORZETTE DI AGRUMI

budino di zucca 2

Prima che termini la stagione della zucca, vi propongo un'ultima ricetta, ormai un classico, il budino di zucca.

Ho realizzato questa ricetta anche in occasione del cooking show di cui vi ho raccontato già, a Campobasso, a casa della mia cara amica Rosalisa. Se aprite l'articolo del cooking show sulla zucca, trovate una lunga sfilata di ricette buonissime e supercollaudate, tutte con la zucca.

L'idea l'ho rubata anche stavolta alla bravissima Daniela del blog TIMO E LENTICCHIE, un blog specializzato in ricette vegetariane e vegane. Ormai Daniela è una delle maggiori esperte nel campo, ed è una fonte d'ispirazione per originalità delle combinazioni e qualità delle informazioni.

Ho apportato poche modifiche, mantenendo la base della ricetta di Daniela. La salsa al cioccolato e le scorzette candite di agrumi sposano perfettamente con la delicatezza della zucca. Un po' di granella di pistacchio porterà una ulteriore nota di colore, oltre che l'immancabile nota croccante.

Provateci, è una ricetta semplice, gustosa, e anche molto leggera.

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GÂTEAU OPÉRA, LA MIA TORTA DI COMPLEANNO

Gâteau Opéra

Quest’anno non ho avuto dubbi sulla scelta della mia torta di compleanno: volevo a tutti i costi riuscire a preparare il Gâteau Opéra, un classico della pasticceria francese.

L’idea mi è venuta quando la mia amica Gabriella, del blog DULCIS, mi ha regalato queste deliziose chiavi di frolla ritratte in foto, in occasione di una mia recente conferenza su cibo e musica. La ricetta dei biscotti colorati di Gabriella, a forma chiave di violino, è disponibile nel sito di D Repubblica.

Avevo accennato a questo dolce proprio durante la conferenza. Si tratta di una creazione del pasticcere francese Gaston Lenôtre, che lo aveva inventato negli anni ’60 dello scorso secolo, per poterlo offrire al pubblico dell’Opéra Garnier dopo gli spettacoli.

L’estetica del Gâteau Opéra è elegante e raffinata, con la scritta “Opéra”, i simboli musicali e le decorazioni in oro sulla glassa scurissima. Gusto e aroma sono inconfondibili, intensi ed avvolgenti, dovuti al classico abbinamento cioccolato-caffè. Ha ragione la mia amica Fausta, questi due ingredienti vanno gustati assieme per amplificare al massimo le fragranze di ognuno. Non è un caso se il blog di Fausta si chiama CAFFÈ COL CIOCCOLATO!

Considerata la mia scarsa pratica di pasticceria (nonostante ciò mi piace moltissimo), ho cercato tante ricette e tante immagini, dal web e dai sacri testi in mio possesso; le ho analizzate, e alla fine ho scelto la ricetta classica di Christophe Felder, concedendomi qualche modifica.

Gâteau Opéra 6

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