HUMMUS DI CECI NERI DELLA MIA TERRA A JELSI

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Il termometro di questa caldissima estate è salito fino a 40°, bisogna difendersi scegliendo cibi adatti. LE SALSE FREDDE risultano sempre gradite per accompagnare insalate e secondi piatti. Sulla mia tavola non mancano mai, e l’hummus è una delle mie preferite, per il gusto stuzzicante e il buon apporto di nutrienti.

Questo che vi propongo è un po’ speciale: è preparato con i ceci neri coltivati nel MIO TERRENO A JELSI, IN MOLISE.

Quando il mio amico Mario mi ha proposto la coltivazione dei ceci neri della Murgia, ero un po’ scettica, ma poi mi sono ricreduta completamente. Mi sono resa conto dell’ottima ambientazione di questa pianta in terra molisana. La coltivazione è molto semplice e naturale, non necessita di fertilizzanti né tantomeno di trattamento di tipo chimico. Come tutti i legumi il cece è indicato per la rotazione delle colture, in quanto rilascia l’azoto che i cereali assorbono in gran quantità. In pratica è esso stesso un efficacissimo fertilizzante.

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LA ZUCCA PROTAGONISTA DEL MIO COOKING SHOW

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Eccoci arrivati a ZUCCOLANDIA!

La fata madrina in carrozza la trasformò

E Cenerentola a bordo saltò!

Zucche, zucche e ancora zucche

Dolci, salate, molto colorate.

Allegre, oppure no, brutte e scabrose,

servono a esorcizzare brutte cose!

Accompagnano il freddo, gialle come il sole,

e fanno molto bene anche all’umore…

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SARTU’ DI RISO CON RAGU’ DI POLPO E POLPETTINE DI ALICI E PECORINO

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Eccomi ad affrontare un’altra memorabile sfida MTChallenge, una preparazione che non avrei affrontato di sicuro, se MADEMOISELLE MARINA non avesse vinto la sfida precedente, con la sua splendida terrina, e non ci avesse costretti tutti a studiare il SARTU’ DI RISO.

Devo ammettere che da quando faccio parte della community MTChallenge, questo blog si è arricchito di ricette basilari della cucina italiana e internazionale. Ed ora tocca ad un must dell’arte culinaria dei monsù, o monzù, i cuochi francesi che prestavano servizio nelle famiglie aristocratiche, a Napoli e a Palermo in particolare, dal XVIII secolo. Con fantasia e perizia  i monsù seppero creare una particolare fusion tra la scuola culinaria francese, le tradizioni partenopee e i profumati prodotti della Campania felix.

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CANEDERLI CLASSICI IN BRODO DI GALLINA

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Cucino ogni giorno, a pranzo e a cena, preparo dolcetti per la colazione e la merenda, faccio il pane regolarmente almeno due volte a settimana… ma non sempre riesco a condividere in questo spazio la mia cucina quotidiana, il tempo è tiranno.

Questa volta però non posso non condividere con voi i classici canederli tirolesi in brodo, e lo faccio con immenso piacere, per tante ragioni.

La prima è che ho partecipato al Gran Tour del Trentino Alto Adige di AIFB, con l’articolo su cereali e pani, scritto assieme a Marianna del blog Sapori e Dissapori.

La seconda riguarda i canederli, o Knödel, che non sono altro che gnocchi di pane, dunque sono in sintonia con questo blog, che si occupa prevalentemente di pane e lievitati.

La terza ragione è che questa ricetta mi permette di parlare di una preparazione basica, il brodo di carne, che non deve mai mancare in cucina, essendo anche un ingrediente indispensabile per tante ricette.

Infine i canederli mi ricordano le vacanze in montagna, panorami mozzafiato, lunghe camminate tonificanti nei boschi, aria frizzante e profumata, cucina gustosa, Moena, Bressanone, Merano… È bello portare un po’ di atmosfera vacanziera nella vita quotidiana!

Il vulcanico gruppo veneto di amiche blogger ha organizzato anche un contest sul canederlo, per AIFB.

Se andate a curiosare qui da Paola del blog Prelibata, oltre alla sua splendida realizzazione tricolore, potete trovare i link a tantissime varianti di canederli, che si rivelano essere un piatto davvero versatile, dall’antipasto al dolce.

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TERRINA DI PESCE E TERRINA IN CROSTA PER MTCHALLENGE

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Questa volta mi sono impegnata poco, sono stata un’allieva poco diligente. E me ne dispiace tantissimo. Sì perché ci tenevo ad approfondire la proposta di Giuliana come merita di essere approfondita.

Giuliana del blog La Gallina Vintage ha vinto la sfida #mtc63 con una strepitosa proposta di pollo fritto, come solo lei, con la sua competenza e raffinatezza, poteva realizzare.

A sua volta ha lanciato la sfida del mese di marzo, le terrine, la sua specialità, il simbolo di quella cucina elegante e senza tempo, fatta di intramontabili preparazioni che soddisfano la vista e il palato, che hanno bisogno di una cornice importante, che da sempre accompagnano la ritualità delle feste, delle cene ufficiali con tanti invitati, ma anche delle semplici cene familiari, senza mai stancare.

In questo articolo, che assolutamente vi consiglio di leggere, Giuliana spiega in modo molto accurato la metodologia per realizzare una terrina, che sia di carne, di selvaggina, di verdure, di pesce. Ampio spazio alla fantasia di ognuno, nelle combinazioni cromatiche e di gusti.

Come sempre MTChallenge non si smentisce: la condivisione dei saperi è il motore di questo gioco. Un’idea "vincente" quella di Alessandra, sono dispiaciuta di averla conosciuta così tardi. Ma cerco di recuperare!

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Questo mese per me è trascorso tra preparativi e viaggi con la scuola, un bel viaggio a Vienna che annualmente viene organizzato in collaborazione col Ministero di Cultura austriaco, e un viaggio a Torre del Lago, Lucca e Vinci, sulle tracce di Giacomo Puccini e Leonardo da Vinci. I campi scuola sono occasioni irripetibili per gli adolescenti, ed io ci tengo particolarmente, e cerco di creare sempre un collegamento con la cultura e le tradizioni musicali.

Dividermi tra il mio lavoro di insegnante e musicista, e il mondo della cucina e dei blogger, è sicuramente divertente e stimolante, ma talvolta perdo la testa…

In ogni caso sono riuscita, tra un viaggio e l’altro, almeno a sperimentare la terrina di Giuliana, anzi le terrine, alla fine ne ho fatte due allo stesso tempo.

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ROLLS PER TUTTI I GUSTI SU CANAPE' DI PANBRIOCHE CON ORZO E GRANO SARACENO

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La sfida MTChallenge di questo mese mi ha incuriosita moltissimo, anche se poi, mai come questa volta, mi sono ridotta proprio all’ultimo minuto. Ma vi assicuro che mi sono letteralmente autoimposta la realizzazione di questa preparazione, scapicollandomi, dato il periodo micidiale tra impegni scolastici e problemi familiari, che non mancano mai. Ma una lezione di cucina così importante, da una maestra così brava e competente non l’avrei mai voluta perdere.

Non volevo perdermi i rolls di Giovanna, la vincitrice della sfida sul sartù, mitica maestra di cucina e animatrice del blog Gourmandia.

Lei ci ha insegnato la tecnica del “ROLLARE”, di confezionare dei rollers per poi ricavarne delle graziose, invitanti tartine, da offrire come aperitivo o piatto unico, sostanzialmente adattissime al consumo in piedi per un buffet.

Ho programmato quattro rollers, dunque uno di questi è fuori concorso, stando alle regole del gioco. Poi vi dirò quale.

Tuttavia ve li mostro tutti: due di pesce, uno di formaggi e uno vegano.

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POLLO FRITTO CON KETCHUP, MAIONESE DI SEDANO RAPA E SALSA AL VINO ROSSO E SAPA

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Ricompaio finalmente, in un periodo di scarsa attività causa restyling del blog, ma assolutamente non volevo perdere la proposta mensile di MTChallenge.

Silvia Zanetti, la vincitrice della sfida #mtc62 con la sua originalissima realizzazione di macaron, ci ha proposto non un semplice fritto di carnevale, come ci aspettavamo, ma una preparazione molto più completa e complessa, un classico street food degli States, in particolare gli Stati del Sud, adatta a tutti i periodi dell’anno: il pollo fritto.

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