KRAPFEN CLASSICI SOGNO DEL GOLOSO VIENNESE

krapfen classici tris

Ero molto dispiaciuta di non aver pubblicato nulla quest'anno per Carnevale. Rimedio ora, proprio alla fine, con un dolce fritto buonissimo, tipico della tradizione viennese, adatto a tutte le stagioni. Non si può resistere ai krapfen, dolci lievitati ripieni di marmellata o crema. Certo il clima psicologico del momento non aiuta, siamo tutti in ansia per il nuovo virus che sta dilagando. Ma bisogna mantenere la calma e usare il cervello, osservare le norme igieniche e le raccomandazioni degli esperti, e magari distrarsi un po' in cucina, il che non fa male, anzi risolleva il morale.

Questi krapfen sono nati per essere pubblicati su una rivista che normalmente non tratta argomenti gastronomici. È stato per me un motivo di orgoglio trovare questa ricetta, insieme ad altre, nel n° 10 della rivista Psiche Arte e Società, che raccoglie gli articoli relativi al Convegno su Freud tenutosi ad aprile 2019.

La rivista è diretta da Amedeo Caruso, medico internista e psicoterapeuta, giornalista e scrittore. Vi consiglio di fare un giretto nel suo sito, scoprirete una fervida attività culturale che si riconduce a lui, soprattutto libri, la rivista già citata, le conferenze organizzate dal Centro Studi Psiche Arte e Società presieduto e guidato da Amedeo Caruso. Se poi siete appassionati di cinema, avrete pane per i vostri denti! Non conosco persone più esperte e informate di Amedeo in campo cinematografico.

krapfen classici

BRIOCHE LEGGERA CON MELE

brioche leggera con mele

Dopo un intervallo di tempo abbastanza lungo, torno qui con qualche nuova idea e nuovi esperimenti in cucina. Tra un po’ tutti noi appassionati ci cimenteremo nella preparazione dei dolci natalizi, tutt’altro che leggeri. Fuori dal coro di chi già propone idee per la tavola delle feste, vi invito a provare una brioche leggera per la colazione, impastata con yogurt e olio extravergine e arricchita con le mele.

Sono attenta alle calorie, e soprattutto all'uso di grassi saturi, pur non rinunciando al gusto e non facendomi mancare un'ottima brioche leggera e profumata, giusta per la colazione e la merenda.

Mi sono ispirata alle roselline di mele e sfoglia che da un paio d’anni si vedono in tanti blog e piacciono tantissimo, per la graziosa forma e per il profumo di mele e cannella, irresistibile. Ho solo sostituito la pasta sfoglia con una pasta brioche leggera. La forma di questa composizione di pasta brioche e mele ricorda la Torta delle rose, che pure potete trovare qui nel blog. Ovviamente la Torta delle rose è sfogliata con burro, invece questa è sfogliata con mele!

brioche leggera con mele bis

ZELTEN CON LIEVITO MADRE

zelten con lievito madrePer accompagnare i miei auguri in occasione delle festività natalizie, ho scelto quest’anno lo Zelten, un dolce altoatesino che tutte le famiglie di questa regione conoscono e preparano, ognuna con varianti personali e piccoli segreti da tramandare.

Il pane dolce delle feste è il comune denominatore di tante tradizioni regionali e nazionali, come abbiamo visto per il Panettone, le cui vere origini sono state raccontate da Stanislao Porzio, o con lo Stollen, dolce tedesco il cui simbolismo rievoca Gesù Bambino avvolto in fasce. Tra i pani dolci regionali ricordiamo i pani di sapa della Sardegna, la Gubana friulana, il Panpepato o il Pangiallo di tradizione laziale, il Panforte di Siena e tanti altri.

Dello Zelten esistono testimonianze scritte dal ‘700, dalle quali si evince l'antica origine medievale di questo dolce. Naturalmente era previsto l’uso della pasta di pane con lievito madre, arricchita da frutta secca e canditi. Proprio a questa antica ricetta mi sono ispirata, vista anche la mia passione per pane e lievitati, preparando lo Zelten con lievito madre anziché con lievito chimico, che è invece la versione di gran lunga più usata. Ho calibrato la ricetta con una discreta dose di frutta secca e canditi, e l’ho arricchita con spezie e aromi. Il risultato è stato molto soddisfacente all’assaggio.

zelten 2

CESTINI DI BRIOCHE CON FARRO, AGRUMI E FRUTTA SECCA

cestini di brioche

Da poco uscita dalla cucina, finalmente mi rifugio nel mio angolino virtuale.

Ho trascorso tante ore a preparare le ricette tradizionali della mia famiglia, il rituale si è ripetuto. Ora che tutto sembra a posto, sono davanti al pc per regalarvi una nuova ricetta, con il permesso di PASTICCERIA INTERNAZIONALE che l'ha pubblicata a settembre, assieme ad un'intervista della brava giornalista MARIA LUISA LUCCHESI.

Sono stata felicissima di apparire in una rivista così prestigiosa, e vorrei ringraziare ancora una volta Maria Luisa Lucchesi e la redazione. Io sono qui, nel numero 303 della rivista.

Questa ricetta è il mio augurio per voi in occasione della Santa Pasqua 2019. Spero sia gradita, e che abbiate anche voglia di provarla, anche se è abbastanza elaborata.

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BRIOCHE CON SUCCO D'ARANCIA E OLIO D'OLIVA

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I blog che seguo, quelli delle mie amiche più creative e affidabili, sono sempre fonte di ispirazione per nuovi esperimenti e nuove ricette. E quando l’idea arriva, la devo mettere in pratica il più presto possibile per verificarne il risultato, per poi ripetere l’esperimento un paio di volte ancora. E così nasce una nuova ricetta.

Ho pensato a questa brioche nel momento in cui ho scoperto nel blog della mia cara amica Tiziana, PROFUMO DI BROCCOLI, molte brioches profumate all’arancia. Così ho pensato che, oltre all’aroma della buccia o della pasta d’arancia, avrei potuto inserire nell’impasto il succo d’arancia. Una dose modesta di uova e zucchero, e dell’ottimo extravergine al posto del burro, hanno completato l’idea.

Ed eccola qui la brioche al succo d’arancia, morbida, profumata, leggerissima. È diventata la mia brioche della colazione, non troppo dolce ma con un ottimo sapore; può essere arricchita da un velo di marmellata oppure gustata semplicemente così. La sua leggerezza vi conquisterà, senza procurarvi sensi di colpa!

Io ho usato dosi massicce, come sempre, adatte al mio grande forno; voi potete dimezzare le dosi, se avete un forno normale.

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PAIN D’ÉPICES CON LIEVITO MADRE

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Manca una manciata di ore allo scoccare della mezzanotte.

Un altro anno è passato, anzi è volato… i giorni, i mesi, le stagioni hanno scandito la frenetica velocità che regola la nostra vita, e alla quale ci siamo adattati.

Ma ci sono momenti in cui il tempo si dilata, e questo succede quando i ritmi lenti della lievitazione di un impasto ci costringono a fermarci, ad attendere con trepidazione che un pane o un dolce si gonfi al punto giusto.

Forse è per questo che sono così attratta e affascinata dai lieviti e dagli impasti. La ritualità dei gesti ogni volta crea un incantesimo, una situazione quasi ipnotica nella quale mi abbandono.

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FRITOLE VENEZIANE CON LIEVITO MADRE

fritoe veneziane

Quanto mi piace il sontuoso, elegante, scintillante Carnevale di Venezia! È il più antico, il più autentico, sicuramente il più affascinante.

Che belle le sfilate di maschere fantasiose e coloratissime, di stile unico al mondo, con le loro “larve” misteriose e i lunghi “tabarri”.

Il suggestivo Corteo sull’acqua, il Taglio della testa del Toro, il Volo dell’Angelo, la festa delle Marie, e tante altre iniziative spettacolari rendono il Carnevale di Venezia unico al mondo.

Ci fa viaggiare nel passato il Ballo del Doge a Palazzo Pisani Moretta, in compagnia di Giambattista Tiepolo e Pietro Longhi, e dei personaggi rappresentati nelle loro opere, che quella notte sembrano animarsi.

“Buongiorno siora maschera!”, così ci si saluta, che sotto la maschera ci sia un ricco o un povero, un aristocratico o un popolano, non ha più importanza.

“Semel in anno licet insanire”, e allora lasciamoci andare, diamo libero sfogo alle nostre emozioni, liberiamo il flusso creativo, abbattiamo i freni inibitori! Meno Apollo e più Dioniso, per una volta ci potremo liberare dalle convenzioni e ci sentiremo molto meglio, leggeri e soddisfatti.

Abbandoniamoci alle note di Rossini e Paganini, superbe colonne sonore di una festa che sembra non finire mai. Danziamo, cantiamo, dimentichiamo gli affanni quotidiani!

Fermiamoci solo per gustare uno spiedino di fritole fumanti che la dolce fritolera ci offre. Non possiamo resistere al profumo che si spande per le calli. Ci sentiamo improvvisamente personaggi di una commedia goldoniana, una delle più note, Campiello. Oppure ci immedesimiamo nei nobili clienti della fritolera della famosa tela di Pietro Longhi.

venditrice di fritole

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