BRIOCHES CON LA ZUCCA, VERSIONE DOLCE E SALATA

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Adoro l’autunno, con i suoi colori caldi e avvolgenti che scaldano il cuore all’arrivo dei primi freddi.

Adoro tutti i frutti autunnali, ma mi fanno impazzire le zucche variopinte e multiformi, che mettono allegria in cucina e a tavola.

Sono tante le varietà di zucca, ed ognuna di queste ha il suo miglior utilizzo in cucina. Ad esempio la zucca Mantovana, caratterizzata da una polpa di colore giallo oro e ottima cremosità, è indispensabile per i famosi tortelli di zucca. Altre varietà sono adatte per zuppe, risotti, o anche per essere fritte e poi consumate con salsine agrodolci. La zucca si presta benissimo anche a preparazioni dolci, come crostate con marmellata di zucca e ciambelloni.

Tra le varietà più coltivate ricordiamo la Trombetta di Albenga, la zucca di Chioggia, la Lunga napoletana, l’Americana, Beretta Piacentina, Moscata di Provenza, Gigante, Hokkaido, Butternut, Violina, Delica, e tante altre.

Di questi tempi le zucche non mancano mai nella mia dispensa, e anche nel centrotavola del mio soggiorno, anche quelle decorative sono molto carine e d’effetto.

Uso la zucca per preparazioni di tutti i tipi, anche per i miei lievitati.

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CRACKERS "FOGLIA" CON SEGALE E SEMI

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Oggi è un giorno speciale, per due motivi.

Il primo è che ricorrono tre anni dall'apertura di questo mio spazio virtuale.

Rivedere il mio primo articolo mi reca emozione: aver iniziato questa avventura con il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi non è stata una pura coincidenza.

Non potevo mancare all'appello proprio oggi! Eccomi qua, con il mio contributo, a testimoniare ancora una volta la mia passionaccia! E buon compleanno al mio blog!

Il secondo motivo che rende speciale la giornata di oggi è il mio ritorno a PANISSIMO, dopo un po' di tempo.

La raccolta mensile di lievitati di ogni tipo e tradizione, ideata da Sandra del blog SONO IO SANDRA, e Barbara del blog BREAD and COMPANATICO, viene ora rilanciata con nuovo entusiasmo, tante belle idee, e nuovi amici e collaboratori.

PANISSIMO del mese di ottobre è ospitato proprio dalla new entry del nostro staff, Elisabetta del blog CAKES and CO. Benvenuta Elisabetta!

Ed ecco il mio lievitato: si tratta di grandi crackers a forma di foglia, intonati con i colori caldi dell'autunno, buonissimi di sapore per la presenza di segale e semi misti.

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TRECCIA DI BRIOCHE SALATA CON DUE RIPIENI

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Ho presentato queste due treccione due giorni fa sui social, le avevo preparate per un buffet di benvenuto che a scuola mia viene sempre organizzato prima dell'inizio delle lezioni, sia per accogliere i nuovi colleghi trasferiti da noi, sia per ritrovarci tutti in allegria nella convivialità. Sono piccole attenzioni che fanno di noi una comunità forte e solidale, e rafforzano i rapporti interpersonali nella condivisione di esperienze della vita normale.

Passiamo invece ai miei tanti amici virtuali che si sono entusiasmati a questa mia preparazione: eccomi, come promesso vi spiego la mia piccola esperienza culinaria. In particolare ci terrei a dedicare questo articolo alla mia amica Mirella, maga degli impasti e bravissima in cucina, che mi ha anche regalato due ricette pubblicate qui.

Ho utilizzato due tipi di farine della linea Corona dell'Azienda Molitoria Perteghella, la "multiuso" e la "rustica".

Già le avevo sperimentate per il pane e le avevo trovate davvero buone, molto lavorabili, con ottima assorbenza di liquidi, e con buon sapore, in particolare la "rustica" che è una tipo 2.

Ho calibrato una brioche salata ricca, con una discreta percentuale di uova e burro.

Ne è risultato un impasto morbidissimo e saporito, che ho arricchito con due ripieni diversi.

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BRIOCHES SALATE DI PURA SEMOLA CON PARMIGIANO E PISTACCHI

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Oggi vi propongo un gustoso lievitato rustico, ideale per la Pasquetta, simile nella composizione e nel sapore alla pizza umbra al formaggio, ma più delicato, senza uova e con sola semola. L'acceso colore giallo di queste brioches è infatti dovuto esclusivamente alla semola.

Ho scelto naturalmente la mia semola preferita, LA MOLISANA, che utilizzo spesso per pane, pasta fresca e anche dolci.

Ho abbinato parmigiano e pistacchi interi, ottenendo anche un gradevole contrasto cromatico, oltre che un sapore molto particolare, adoro i pistacchi.

Vi invito a provare questa ricetta, sono sicura che rimarrete soddisfatti per la morbidezza della mollica e per il sapore buonissimo ma allo stesso tempo delicato.

La procedura è abbastanza semplice e la lievitazione piuttosto rapida, considerando che ho usato un prefermento fatto con lievito madre. Ovviamente potete sostituirlo con un prefermento a base di lievito di birra, oppure direttamente con la stessa quantità di lievito madre, ricalibrando l'acqua nell'impasto.

Il mio prefermento, nelle dosi sotto indicate, ha impiegato 3 ore per raddoppiare.

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CRACKERS DI SEGALE AI 3 SEMI

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Mi piace molto preparare crackers, grissini e fette biscottate, sono prodotti secchi che si conservano bene per molto tempo. Ideali per uno snack di mezza mattina, o come appetizer, abbinati a piccoli stuzzichini di salumi, mozzarelline, formaggi o altro.

Questa volta la protagonista è la segale, presente sia come farina che come lievito. Ha un gusto particolare, e per me costituisce un piacevole ricordo di vacanze in montagna, Trentino per la precisione, e pani profumatissimi.

Ho voluto riprodurre quei profumi aggiungendo tre tipici semi che di solito vengono abbinati alla segale: cumino, finocchio, anice verde.

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TARALLI DI SEMOLA "AGLIO, OLIO E PEPERONCINO"

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Oggi ricorre la Giornata Nazionale dei TARALLI, l’Ambasciatrice per il Calendario Nazionale del Cibo Italiano è Antonella Eberlin del blog CUCINO IO. E' lei che ci racconta la storia e le origini di questo amatissimo snack, ormai internazionale.

Si tratta di un prodotto diffuso in tutto il meridione d’Italia, riconosciuto ormai nella lista dei Prodotti Agroalimenmtari Tradizionali Italiani dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Chi di noi non li ha mai mangiati? Impossibile direi, le tipologie sono davvero innumerevoli, sia nella versione salata che dolce.

Questi snack gustosi e friabili, piccoli o grandi, accompagnano la nostra giornata come ottimi sostituti di un panino, allontanando la fame.

Come tante preparazioni della cucina tradizionale italiana, nascono anch’essi dalla necessità di riutilizzare gli avanzi. In questo caso si tratta di avanzi dell’impasto del pane, cui veniva aggiunta la sugna (strutto) e semi di finocchio o qualche erba aromatica. Trattandosi di un cibo secco, la conservabilità è alta, e questo è davvero un grande vantaggio.

In questo blog esiste già un articolo sui taralli, una ricetta con segale e semi di finocchio ormai collaudata.

Altre versioni ho provato nel tempo, quella che vorrei proporvi oggi si avvicina alla tradizione pugliese in quanto prevede l’uso della semola e dell’olio extravergine, senza strutto ne’ burro.

E un altro ingrediente ricorda la Calabria: il peperoncino. In questo caso ho voluto fare il verso agli spaghetti aglio, olio e peperoncino, e vi assicuro che il sapore di questi taralli fa ricordare e quasi assaporare questo piatto.

Ho evitato il vino bianco, previsto nell’altra ricetta, per esaltare invece il sapore di aglio e peperoncino.

Ora vi spiego come ho proceduto per la preparazione.

DANUBIO SEMINTEGRALE DECORATO

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Il danubio è un lievitato costituito da tanti panini accostati tra loro, ripieni di salumi, provola o altri formaggi, oppure verdure, insomma quello che più vi piace. Spesso si trova anche nella versione dolce, ripieno di creme o marmellate. Ma la versione salata è quella più diffusa soprattutto a Napoli.

Il nome ci riporta all'Impero Austroungarico, con cui sicuramente il Regno delle due Sicilie aveva scambi commerciali e culturali. L'ipotesi sull'origine del danubio si perde tra storia e leggenda, come sempre. L'ha inventato la zia materna di origini austriache del famoso pasticciere Mario Scaturchio? E' stato inventato nel 1768 da cuochi viennesi, in occasione delle nozze tra Ferdinando I e Maria Carolina di Asburgo-Lorena? E' simpatico perdersi nell'aneddotica intorno alle vere origini di un piatto.
In realtà esiste un dolce boemo chiamato “buchteln”, una brioche molto simile al danubio ma ripiena di “powidl”, una composta di prugne ottenuta dalla cottura di prugne dolci e mature senza l'aggiunta di zucchero.

Come sempre avviene, e come ho accennato sia per lo strudel sia per il babà, dall’incontro di diverse tradizioni culinarie, veicolate in questo caso da cuochi viennesi, ungheresi e napoletani, e dei saporiti prodotti tipici del territorio partenopeo, nasce il danubio, la cui forma è la stessa del “Buchteln”.

Benvenuta sia la contaminazione culturale!

La mia versione del danubio presenta alcune varianti, in primis l'uso di farine non convenzionali, di un ripieno vegetariano e di una decorazione di semi diversi per creare un po' di colore, che a me mette allegria, e dona anche di sapore.

Vediamo come farlo.

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