PANE CON CACAO E FRUTTA SECCA

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Le prime piogge di fine estate hanno rinfrescato l’aria, ricordandoci che le vacanze stanno finendo e presto torneremo ai ritmi soliti. E allora vi propongo di riaccendere il forno per una nuova ricetta di pane, che ho provato per la prima volta qualche mese fa, e poi rifatto tante volte, perché è piaciuto a tutti.

Si tratta di un pane al cacao, arricchito con tanta frutta secca, non dolce, fantastico per la colazione, accompagnato per esempio dalla mia MARMELLATA DI AGRUMI E ZENZERO, ma anche per abbinamenti salati particolari. Non è nuovo infatti l’uso del cacao o del cioccolato in cucina.

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PANE SICILIANO: MAFALDA, CORONA, OCCHI DI SANTA LUCIA

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Oggi vi porto in Sicilia: dopo avervi presentato i preziosi ricami del Pane rituale di San Giuseppe, ci occupiamo di un "pane travagghiatu" che troviamo ogni giorno nelle panetterie di ogni angolo dell’Isola.

Tutti conoscono infatti la Mafalda, pane preparato con semole di ottimi grani duri locali e coperto di sesamo, nella sua caratteristica forma a serpente. Ma esistono altre due forme tradizionali, che non conoscevo, che si possono ottenere con lo stesso tipo di impasto: la Corona e gli Occhi di Santa Lucia.

Incuriosita, ho preparato l’impasto di semola e mi sono divertita a foggiare le tre forme, molto graziose.

Si tratta di un impasto poco idratato, semplice e saporito, anche per la presenza di una piccola percentuale di olio extravergine. La giuggiulena (così chiamano il sesamo in Sicilia), rende questo pane particolarmente profumato, e rappresenta il legame con la cucina araba.

Il nome Mafalda risale agli inizi del XX secolo, quando un panificatore catanese dedicò questo pane tradizionale a Mafalda di Savoia.

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IL MIO PANZUCCA, ISPIRATO AL TRADIZIONALE PANE ALLA ZUCCA

panzucca 1Che bella sensazione tornare qui dopo tanto tempo. Ma nonostante io sia incostante e disorganizzata nell'editing (spero di migliorare!), la mia cucina è sempre in fermento, in tutti i sensi! C'è sempre un lievitato in preparazione, il pane non manca mai.

IL PANE ALLA ZUCCA DELLA TRADIZIONE MANTOVANA

Son qui proprio per condividere uno degli ultimi pani, voglio presentarvi il mio PANZUCCA, molto simile al pane alla zucca della tradizione mantovana, comune in tutta la Lombardia e anche in Emilia Romagna.

La particolarità di questo pane è nell'impasto a base di farina e purea di zucca, che sostituisce l'acqua. Si tratta di un pane di antica tradizione, sappiamo che in passato il pane si impastava con i più svariati ingredienti, e la zucca era uno di questi, vista la facilità di coltivazione e reperibilità.

In questo modo il pane diventa molto più nutriente, arricchendosi di zuccheri e sali minerali. Il risultato è un gusto leggermente dolce, che si abbina sia con marmellate, sia con salumi e formaggi, dei quali contrasta la sapidità. Il colore varia dal giallo all'arancio, dipende dalla varietà di zucca utilizzata. Sicuramente la zucca mantovana è una delle varietà più pregiate, ma va benissimo anche la classica zucca americana, con polpa piuttosto acquosa, oppure Napoletana, Violina, Butternut, Okkaido, Delica e altre.

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LE MIE RICETTE CON LA ZUCCA

Non è la prima volta che propongo un lievitato con polpa di zucca: molto apprezzate sono state le brioches con la zucca, in versione dolce e salata. Inoltre c'è un'altra ricetta che preparo proprio in questo periodo, i panettoncini alla zucca, senza uova nell'impasto. Per un primo piatto veloce e gustoso vi consiglio gli gnocchi di zucca senza patate e senza uova, con alta percentuale di zucca e poca farina. Altro primo piatto, un po' più elaborato: ravioli al radicchio tardivo su crema di zucca.

PANE TIPO GENZANO

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Da più di mezza vita abito a Roma. Le prime abitudini da me acquisite nella mia seconda città, riguardano i gesti semplici della quotidianità, come per esempio comprare il pane. Così ho conosciuto due prodotti d’eccellenza del Lazio: la pizza bianca e il pane di Genzano, due sapori particolari e tipici, due prodotti ricchi di storia e tradizione.

Mi sono divertita più volte a riprodurre a casa queste eccellenze, ovviamente non rispettando alla lettera i disciplinari di produzione che le accompagnano e le identificano. Per la pizza bianca potete consultare qui due articoli, tra i più amati di questo blog: PIZZA BIANCA QUASI ALLA ROMANA e PIZZA BIANCA ROMANA, ESPERIMENTI CON FARINE ALTERNATIVE.

Oggi proviamo a preparare il “PANE TIPO GENZANO”, non quello dettato dal rigoroso disciplinare IGP, di cui ho il massimo rispetto, ma qualcosa che comunque lo imiti bene e ci soddisfi (almeno spero!).

L’aspetto di questo mio pane è molto simile all’originale: la forma a filone senza tagli in superficie, la crosta scura e coperta di crusca, la mollica chiara, soffice e ben alveolata, il profumo intenso di grano appena macinato.

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PANE DI SOLINA CON DIP DI PISTACCHI E FETA GRECA

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Riprendo il blog dopo una lunga pausa estiva. Un’estate strana questa, affatto riposante per me. Lo fosse stato, mi sarei dedicata molto volentieri al mio angolino virtuale.

Ma non mi lamento, anzi: ci sono state novità, trasformazioni, viaggi su e giù per l’Italia, nuovi progetti, un nuovo inizio. È bello progettare qualcosa di nuovo e diverso nella propria vita, anche se ciò comporta sacrificio, lavoro, stanchezza.

Ma veniamo all’oggetto di questo nuovo articolo, un gustoso appetizer dal sapore mediorientale, che accompagna un pane semplice, uno dei tanti pani con lievito madre e farine artigianali che fanno parte della mia quotidianità. È un pane preparato con farina semintegrale di grano solina, una varietà di grano che cresce ad alte quote in Italia Centrale, soprattutto Abruzzo e Molise. Se volete saperne di più su questa tipica cultivar, e anche su altre, potete consultare questo mio articolo dedicato.

Il dip di pistacchi mi è stato suggerito tempo fa dalla mia amica Fausta del blog CAFFÈ COL CIOCCOLATO. Anzi Fausta mi consigliò un bellissimo libro di cucina persiana, da cui è tratta questa ricetta. Abbinato ad un buon pane, il dip di pistacchi e feta è un brunch perfetto, adatto alle calde giornate estive. Può arricchire l’elenco delle comode ricette di paté, cremine e salse che aiutano ad organizzare l’aperitivo, e riscuotono sempre successo con ospiti a cena. Potete trovare qualche idea di appetizer anche qui nel blog, ad esempio il paté di spigola, oppure i rolls per tutti i gusti.

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PANE DI SEGALE AL LIMONE

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Avete mai provato ad aromatizzare il pane col limone? Spesso ho preparato il pane con salvia e zeste di limone, mai con succo di limone, ma quando ho visto il pane di segale al limone che Tiziana ha pubblicato nel suo blog PROFUMO DI BROCCOLI, me ne sono subito innamorata. E così ci ho provato, con qualche modifica rispetto alla ricetta originale presentata da Tiziana.

Ma prima vorrei fare una premessa sulla segale, un cereale molto particolare, con diversa composizione di proteine e carboidrati rispetto agli altri cereali.

Ho usato spesso anche il lievito di segale, che potete trovare descritto in un articolo in questo blog, ma in questo caso ho optato per il lievito madre, che ho sempre pronto.

Ho anche scritto un articolo per il sito AIFB, Associazione Italiana Food Blogger, sulla segale e sul pane trentino e altoatesino.

Amo il gusto unico del pane di segale, un cereale dalle tante qualità: è molto energetico, favorisce la peristalsi e nutre il microbioma intestinale, esercita un controllo sul metabolismo degli zuccheri, previene le malattie cardiovascolari grazie all’alto contenuto di lisina.

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CIABATTE CON SEMOLA INTEGRALE SENATORE CAPPELLI

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Il pane più semplice? Io non ho dubbi: è la ciabatta. Come tutte le cose semplici, ovvie e perfette, nasce da un’idea geniale. Arnaldo Cavallari, noto campione di rally, la mette a punto il 21 settembre 1982, ad Adria, e la chiama Ciabatta Italia.

La novità consiste nell’alta percentuale di acqua, almeno il 70%, e nell’uso di una biga preparata con pochissimo lievito. Il doppio impasto e i lunghi tempi di lievitazione producono un pane profumato e croccante, con mollica morbida e con grandi alveoli. L'aveva capito il suo indomito inventore, basta una scintilla per innescare un grande motore. Basta pochissimo lievito per avviare un processo enzimatico che donerà grande gusto e intensa aromaticità al prodotto finito.

Molta strada ha fatto la ciabatta da quel fatidico 21 settembre 1982. Il globetrotter Arnaldo ha fatto il giro dei cinque continenti per insegnare al mondo intero la ricetta della ciabatta. Ormai è un cult, un po' come la pizza.

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