PANINI DI TRITORDEUM CON DECORI NATALIZI

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Con l’arrivo di dicembre siamo proiettati nella magica atmosfera natalizia, con la preparazione delle decorazioni per la casa e l'organizzazione degli arredi per la tavola. Si comincia a pianificare gli incontri conviviali con amici e parenti, e vien voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, mai provato prima.

In genere sono i dolci a far da padroni sulla tavola delle feste, ma è simpatico proporre anche qualcosa di rustico che rappresenti la simbologia del Natale. Dei semplici panini, per esempio, che si trasformano in simpatici segnaposti, con semi in superficie e un decoro allegro e colorato, ognuno diverso dagli altri.

Conoscete ormai la mia passione per i pani decorati, qui nel blog ce n'è una discreta scelta. In particolare vi consiglio la treccia augurale e la ruota ungherese delle feste.

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IL PANE RITUALE SERBO DI PATA MARKOVIC

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Resto sempre incantata dinanzi ai pani rituali di qualsiasi tradizione, riccamente abbelliti con intrecci e decori simbolici. Ne abbiamo testimonianza anche in Italia, in particolare in Sicilia, con i pani di S. Giuseppe, e Sardegna, con i coccoi de Pasca. Molto modestamente ho provato a riprodurre entrambi, ed ho anche interpretato la ruota ungherese delle feste, con due articoli, il secondo con foto-tutorial passo passo.

Stavolta ho raccolto di buon grado l’invito di Marina a riprodurre un pane rituale serbo, in occasione del festeggiamento di PETRONILLA sul CALENDARIO DEL CIBO ITALIANO, con un approfondimento sulla “Petronilla serba”, PATA MARKOVIC.

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Al pari della Petronilla italiana, Pata insegnò a generazioni di donne a cucinare in modo vario, sano e gustoso. Insegnò anche la preparazione della tavola, la presentazione dei piatti e la tenuta della casa.

Per lei, come per Petronilla, essere casalinga era una cosa seria, che richiedeva conoscenze e competenze.

Pubblicò diversi libri e curò rubriche di importanti riviste, dedicate a ricette e menù.

Per questo pane mi sono attenuta alla ricetta che mi ha tradotto Marina, sostituendo il lievito di birra con il lievito madre e ricalibrando le percentuali in funzione del lievito aggiunto. Ho pensato di aggiungere anche pochissimo zucchero e buccia di limone.

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PAIN MARGUERITTE

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Continuano gli esperimenti sulle forme tradizionali francesi, grazie al gruppo Panissimo, e devo ammettere che lo stimolo è davvero utile e proficuo!

Ho imparato a conoscere e realizzare molte forme che credevo impossibili, vi rimando agli articoli in questo sito: fendu, epi, savoyard, couronne.

Tra le varianti della baguette, non conoscevo  la margueritte, molto carina e divertente da realizzare. Questo è il mio primo esperimento, ne sono abbastanza soddisfatta.

Pur nel rispetto assoluto del disciplinare francese, ho voluto anche stavolta utilizzare le nostre buone farine di grani antichi, grano tenero verna e grano duro khorasan.

Per saperne di più su queste farine, vi rimando qui ad un altro articolo presente su questo sito.

Autentici sapori del centro e sud dell’Italia, antiche cultivar che meritano di essere conosciute, coltivate  e gustate in modo più diffuso.

Continua anche la mia scommessa nella sperimentazione di impasti con farine poco adatte alla panificazione, difficili in quanto povere di glutine. Il profumo ed il gusto ripagano ampiamente, anche se l’impasto non risulta liscio ed elastico come con una normale farina di forza.

Voi lettori avrete ovviamente difficoltà a reperire le stesse farine da me utilizzate: nessun problema, potete sostituirle tranquillamente, anche con una normale tipo 0 di media forza, o semintegrale tipo2, in combinazione con rimacinata di grano duro.

Vediamo ora la ricetta e il procedimento.

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IL MIO PANE AUGURALE PER IL 2016: TRECCIA DECORATA E CRACKERS FANTASIA

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Di tanto in tanto torno alla mia passione, il pane decorato, al quale ho dedicato un'intera sezione in questo mio spazio virtuale. E con questo pane delle feste voglio salutare i miei lettori, augurando loro prosperità e salute, e non solo per il 2016 naturalmente.

Da sempre il pane delle feste ha assunto una funzione propiziatoria, simbolo d'abbondanza, e simbolicamente desidero riproporre questo antico rito, per tutti voi.

A tal proposito vi segnalo alcune mie precedenti proposte, anch'esse valide come pani delle feste, che continuano ancora a piacere a chi legge il mio blog: la ruota ungherese delle feste (primo articolo), la ruota ungherese con foto-tutorial (secondo articolo), grissini e fiorellini di pane, la challah ebraica, il pain margueritte, i coccoi sardi.

Questa grande treccia colorata è una rielaborazione di varie prove fatte tempo fa, mai pubblicate, e dei miei precedenti esperimenti sopra citati e qui pubblicati. Richiede una discreta dose di pazienza nel cospargere ogni filo con vari elementi colorati, cioè paprika, curcuma, sesamo e papavero.

L'ho preparata con entusiasmo e amore, è stato il mio dono per una carissima amica, Rosalisa, con la quale ho trascorso una lieta giornata a Natale, invitata a casa sua, e alla quale dedico con grande affetto questo articolo.

Cara Rosalisa ti mando un bacio, nella speranza di vivere con te e la tua famiglia altri momenti altrettanto gioiosi!

Sono orgogliosa e onorata del fatto che la mia treccia abbia fatto bella mostra di sè, come centrotavola per il tuo magnifico pranzo di Natale!

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PANE DI FARINA VERNA CON DECORI

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Ecco un pane dal gusto davvero particolare, grazie all'utilizzo quasi esclusivo della varietà di grano tenero "verna", di cui ho già parlato in questo blog, e l'ho utilizzata per diversi pani in combinazione con altre farine. La piccola percentuale di farina manitoba è necessaria a dare un buon nervo all'impasto, la verna è troppo debole per reggere una idratazione come quella prevista per la ricetta.

Il gusto risulta molto caratteristico, notevole è l'aromaticità, mi ricorda il muschio e la frutta secca.

Sicuramente questo pane si accompagna bene a legumi e minestre di verdure, ma per assaporarne appieno le qualità consiglio una semplicissima bruschetta con pomodorini dolci e ottimo olio extravergine. Cosa c'è di meglio?

PAIN MARGUERITTE DECORATO

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Chi mi conosce sa che amo decorare i pani, e spesso queste decorazioni nascono all’istante, da un’idea che salta alla mente proprio nel momento della formatura.

E’ successo con questa composizione decorativa, formata da due baguettes, una per la margherita, l’altra per le foglie intagliate.

All’inizio avevo tra le mani semplicemente cinque baguettes molto idratate, così ho pensato di utilizzarne due per creare una margueritte un po’ speciale.

La mia idea era creare un centrotavola per una allegra tavola delle feste. Forse ci sono riuscita, dati gli apprezzamenti che mi sono già arrivati.

Ovviamente la margueritte va consumata, è molto buona ed è fatta di ottime farine.

Mi sono ispirata ai fantastici pani del Maestro Josep Pascual, forse il più creativo maestro di arte bianca. I suoi pani sono sculture, una gioia per gli occhi. L’uso di stencil, intrecci, intagli, si combina perfettamente ad una costante attenzione per la genuinità del prodotto e all’uso accurato di ottime materie prime.

Molto modestamente ho cercato di riprodurre una delle sue tecniche, ma seguirlo è una continua scoperta, la sua costante ricerca di nuove idee e nuove forme non cessa. Un vero artista, grazie!

PANE UNGHERESE DELLE FESTE/HUNGARIAN BREAD RING

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E questa è la mia prima prova di quello che Hamelman nel suo libro chiama HUNGARIAN BREAD RING, un pane tradizionale ungherese che si ottiene con un particolare intreccio. Io l'ho voluto interpretare un po' a modo mio, divertendomi a decorarlo con rametti fioriti e farfalle. L'impasto è lo stesso delle challah, presenti qui nel blog, ma possiamo rivedere insieme la ricetta.

Le foto qui sotto rappresentano il libro di Hamelman di cui ho già parlato nell'articolo precedente. Segue la ricetta.

 

This is my first trial of Hamelman's HUNGARIAN BREAD RING, learned on his book. It's a traditional hungarian bread, characterized by a typical interlaced shaping.

I amused myself to decorate it with flowering branches and butterflies.

The dough is the same of the challah, that you can find here in my blog. Let's look over the recipe again.

 

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