CONFETTURA DI MELAGRANE E MELE LIMONCELLE

confettura di melagrane e mele limoncelle

La melagrana, un frutto iconico del periodo autunnale, è tornata a far bella mostra di sé nei giardini e nei mercati, con colori sfumati tra il verde chiaro e il violaceo, nella buccia coriacea che nasconde chicchi rossi e trasparenti come preziosi rubini. Talvolta questi gioiellini rossi fanno capolino dalle crepe della corazza che li protegge, e invitano a piluccare per assaporare la loro dolce linfa, delicatamente aspra.

Di forma tondeggiante come grosse mele, le melagrane recano all’estremità inferiore una regale coroncina che ne caratterizza l’aspetto. Non a caso nella mitologia rappresentano ricchezza, abbondanza, fertilità, prosperità, fecondità, fortuna.

Saranno come sempre la gioia del palato, sia al naturale che nella composizione di fantasiose ricette, e contemporaneamente ci aiuteranno a combattere malanni di stagione, rinforzando il nostro sistema immunitario, grazie a preziosi microelementi contenuti nel succo. I deliziosi chicchi della melagrana contengono l’80% d’acqua, acido ascorbico, acido citrico e polifenoli. Di questi ultimi, buona parte sono antociani, importanti per le azioni protettive e antiossidanti sulle nostre cellule.

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QUALCHE NOTIZIA

Ammirando un melograno fiorito, è difficile non immaginare una pargoletta mano tesa verso il verde melograno da’ bei vermigli fior.

Tutti ci siamo commossi recitando a memoria questi versi, delicati e drammatici al tempo stesso, della celeberrima poesia Pianto antico, scritta da Giosuè Carducci per la morte del figlioletto Dante di soli tre anni, probabilmente a causa del tifo. L'albero del melograno, accarezzato dal bimbo con la sua “pargoletta mano”, immagine tenerissima e delicata, simboleggia la vitalità e la rinascita della Natura, che oltrepassa il dolore e la morte.

Melagrana, o melagranata, il frutto dell’albero di melograno, fiammeggiante nella fioritura, opulento nella produzione di frutti assai particolari. Un albero, il melograno, che sempre compare nei giardini e nelle campagne, grazie alla sua rusticità e facilità di coltivazione, ma anche per la sua simbologia.

Il nome di melograno, Punica granatum L, deriva dal latino malum e granatum, ovvero mela con i grani.

Di solito il frutto del melograno viene indicato con modi diversi a seconda dei luoghi, per esempio mela granata o pomo granato; tuttavia quando ci riferiamo all'albero, il modo giusto di chiamarlo è melograno, mentre se parliamo del frutto è corretto usare il termine melagrana.

Ma la funzione delle melagrane non è limitata alla nutrizione: tradizionalmente è il frutto benaugurante che non deve mancare sulle tavole delle feste natalizie, in virtù della sua lunga storia.

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UNA LUNGA STORIA

Se facciamo un viaggio nel tempo, approdando nei rocciosi altopiani persiani di 5000 anni fa, corrispondenti all’attuale Afghanistan, troviamo i primi melograni spontanei. Risalendo di 2000 anni, la nostra macchina del tempo ci conduce nella Mezzaluna fertile (3000 a.C.), dove troviamo frutti del melograno disegnati lungo i confini tra le proprietà. Ancora una tappa ci porta nell’antico Egitto, dove troviamo i frutti di melograno essiccati della camera sepolcrale di Ramses IV, risalenti al 1149 a.C.

I Fenici portarono il melograno nel Continente europeo, mentre gli Arabi lo diffusero in Spagna, dedicandogli una città, Granada. Già gli antichi Greci avevano intuito le proprietà antinfiammatorie e antibatteriche della melagrana, e ne confezionavano tinture terapeutiche.

L’abbondanza dei chicchi interni della melagrana (o arilli, che contengono i semi), insieme al loro bel colore rubino trasparente, hanno contribuito alla creazione di una simbologia ricorrente un po’ in tutte le civiltà, che assimila il frutto del melograno a prosperità, abbondanza, fecondità, fortuna.

Il melograno è strettamente legato alla dea Afrodite nel mito greco: secondo la tradizione, l'albero del melograno fu piantato a Cipro da Afrodite, nel suo ruolo di dea dell'amore e della fertilità, e per questo divenne sacro alla dea stessa per gli abitanti dell’isola, spesso usato nei riti nuziali come augurio di prosperità e amore duraturo.

Un altro mito fa nascere il melograno da una goccia del sangue di Dioniso, rapito e ucciso dai Titani per volontà della vendicativa Era, stanca dei continui tradimenti di Zeus.

Il melograno gioca un ruolo decisivo nel mito del rapimento di Persefone (Proserpina nella tradizione romana) da parte di Ade: avendo assaggiato sei chicchi del frutto proibito del melograno, Persefone rimase legata al regno dei morti e al ruolo di moglie di Ade per sei mesi l’anno, e con la madre Demetra per i restanti sei mesi, corrispondenti alle stagioni di primavera ed estate. Tradizionalmente la gioia di Demetra per il ritorno della figlia, è collegata al risveglio della Natura nella stagione primaverile.

Sin dall’antichità i contadini piantavano nei campi almeno un albero di melograno come segno di abbondanza e buon auspicio per i raccolti. Nella tradizione ebraica la melagrana è simbolo di abbondanza e giustizia, con i suoi 613 semi che corrispondono ai precetti della Torah. Nella tradizione iconografica cristiana la melagrana simboleggia la fecondità, la regalità e il sacrificio di Cristo, grazie ai semi rossi che ricordano gocce di sangue.

Nella Bibbia la melagrana è presentata due volte come elemento decorativo. Il primo è riferito all'abbigliamento dei sacerdoti: «All'orlo inferiore del manto, tutto intorno, farai delle melagrane di colore violaceo, porporino e scarlatto; in mezzo ad esse, tutt'intorno, porrai dei sonagli d'oro: un sonaglio d'oro e una melagrana, un sonaglio d'oro e una melagrana, sull'orlo del manto, tutto intorno» (Esodo 28: 33-34).

Il secondo è riferito all’architettura: «Fece melagrane su due file intorno al reticolato per coprire i capitelli sopra le colonne; allo stesso modo fece per il secondo capitello. I capitelli sopra le colonne erano a forma di giglio. C'erano capitelli sopra le colonne, applicati alla sporgenza che era al di là del reticolato; essi contenevano duecento melagrane in fila intorno a ogni capitello». (1 RE, 7:18-20).

Anche nel Cantico dei Cantici la melagrana è descritta con poetiche metafore di bellezza femminile e fecondità.

Cantico 4,3: «Come spicchio di melagrana la tua gota, attraverso il tuo velo».

Cantico 8,2: «Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre; tu mi inizieresti all’arte dell’amore. Ti farei bere vino aromatico e succo del mio melograno».

Cantico 4,13: «I tuoi germogli sono un giardino di melograni, con i frutti più squisiti».

Non si può fare a meno di ricordare almeno un’opera pittorica che rappresenta la melagrana in chiave simbolico-religiosa: è la Madonna della melagrana, capolavoro a tempera su tavola realizzato da Sandro Botticelli nel 1487, oggi custodito ed esposto presso la Galleria degli Uffizi a Firenze. Considerata uno dei tondi più celebri e raffinati del Rinascimento fiorentino, è un’opera di infinita tenerezza e di grande impatto emozionale, che offre dettagli originali negli atteggiamenti spontanei e fanciulleschi degli angeli, come quello dell'angelo di destra che sbircia nel libro del vicino, o quello che sembra bisbigliare qualcosa all'orecchio del compagno. La composizione generale è accurata e armonica, rigorosa e simmetrica.  Al centro vi è la melagrana, tenuta in mano dal Bambino Gesù e dalla Vergine, mentre intorno sei angeli cantano lodi a Dio. La melagrana, con i suoi chicchi rossi, insieme alle rose rosse prefigura la passione di Cristo, mentre i gigli sottolineano la purezza della Madonna e l'unità della Chiesa.

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CONFETTURA DI MELAGRANE E MELE LIMONCELLE

I chicchi della melagrana possono essere consumati al naturale o spremuti, per realizzare un succo piacevolmente dissetante, ma anche come ingrediente per varie ricette, dall’antipasto al dolce.

Sgranare la melagrana non è semplicissimo, poiché i chicchi sono perfettamente incastrati nell’involucro biancastro che li contiene. Con un po’ di pazienza, e un po’ di pratica, è possibile familiarizzare con il procedimento, spiegato anche in molti video sul web.

Oggi vi propongo la confettura di melagrana, una preparazione che richiede pazienza, ma di semplice esecuzione. Vi assicuro che vale la pena provarci, il risultato vi ripagherà dell’impegno!

INGREDIENTI

750 g di chicchi di melagrana

250 g di zucchero

200 g di mele Limoncelle (in alternativa Golden Delicious)

Scorza e succo di un limone

Mezzo bicchiere d’acqua

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PREPARAZIONE

Dopo aver sgranato 4 o 5 melagrane, pesate 750 g di chicchi.

Lavate le mele, pulitele e tagliatele a pezzetti, senza sbucciarle. Irroratele con il succo del limone, dopo aver grattugiato la scorza.

Versate i chicchi di melagrana in una ciotola, unite i pezzetti di mela e lo zucchero.

Aromatizzate con la scorza del limone, coprite con pellicola alimentare e lasciate macerare per una notte.

Nel frattempo procedete alla sterilizzazione dei barattoli, a bagnomaria o in forno a 120°, per mezz’ora.

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Trascorso il tempo di riposo, versate tutto in un tegame piuttosto largo e basso, con mezzo bicchiere d’acqua, e procedete alla prima cottura di circa mezz’ora, a fuoco moderato.

Spegnete il fuoco, lasciate raffreddare un poco, poi frullate tutto con un mixer a immersione. I semi rimarranno integri, mentre la polpa diverrà una crema omogenea. A questo punto passate il tutto nel passaverdura per eliminare i semi. Gli ultimi due passaggi si possono semplificare se possedete un passapomodoro o un estrattore.

Raccogliete la polpa ricavata dalla spremitura, rimettetela sul fuoco per qualche minuto, poi invasate nei barattoli sterilizzati e chiudete immediatamente con tappi nuovi.

Il giorno successivo sterilizzate nuovamente i barattoli di confettura, a bagnomaria oppure in forno a 120°.

Attendete una settimana prima di gustare questa deliziosa confettura. È perfetta a colazione, con pane e burro, ma è adatta anche ad accompagnare formaggi.

È consigliabile il consumo entro tre mesi dalla preparazione.

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