BREZEL TIROLESE

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Tra le forme tradizionali di pani di tutti i Paesi del mondo, sicuramente i BRETZEL o PRETZEL o BREZEL sono tra i più caratteristici. Sono molto diffusi in Europa, ma anche in America, e automaticamente richiamano alla mente la tradizione tedesca dell’arte bianca, della quale sono un simbolo.

Secondo l’ipotesi più diffusa, l’origine di questo pane è alsaziana, ma esiste una seconda ipotesi sull’origine italiana del brezel.

Una leggenda racconta che i monaci del sud della Francia donavano i bretzel ai bambini che riuscivano a memorizzare le preghiere e i versi della Bibbia. Ma esiste anche una versione italiana di questa leggenda, e le piccole sfumature nei diversi nomi che indicano lo stesso pane, dipendono proprio dalla lingua del luogo dove si è diffuso.

Noi oggi ci occuperemo del BREZEL, così viene chiamato in Sud Tirolo, e questo articolo è un contributo al GRAN TOUR D’ITALIA, un grande progetto curato da AIFB, che questo mese è arrivato in Trentino Alto Adige.

Assieme alla carissima Marianna, del blog SAPORI E DISSAPORI, ho curato l’approfondimento su cereali e pani del Trentino Alto Adige, che troverete oggi nel Sito Ufficiale.

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FRITOLE VENEZIANE CON LIEVITO MADRE

fritoe veneziane

Quanto mi piace il sontuoso, elegante, scintillante Carnevale di Venezia! È il più antico, il più autentico, sicuramente il più affascinante.

Che belle le sfilate di maschere fantasiose e coloratissime, di stile unico al mondo, con le loro “larve” misteriose e i lunghi “tabarri”.

Il suggestivo Corteo sull’acqua, il Taglio della testa del Toro, il Volo dell’Angelo, la festa delle Marie, e tante altre iniziative spettacolari rendono il Carnevale di Venezia unico al mondo.

Ci fa viaggiare nel passato il Ballo del Doge a Palazzo Pisani Moretta, in compagnia di Giambattista Tiepolo e Pietro Longhi, e dei personaggi rappresentati nelle loro opere, che quella notte sembrano animarsi.

“Buongiorno siora maschera!”, così ci si saluta, che sotto la maschera ci sia un ricco o un povero, un aristocratico o un popolano, non ha più importanza.

“Semel in anno licet insanire”, e allora lasciamoci andare, diamo libero sfogo alle nostre emozioni, liberiamo il flusso creativo, abbattiamo i freni inibitori! Meno Apollo e più Dioniso, per una volta ci potremo liberare dalle convenzioni e ci sentiremo molto meglio, leggeri e soddisfatti.

Abbandoniamoci alle note di Rossini e Paganini, superbe colonne sonore di una festa che sembra non finire mai. Danziamo, cantiamo, dimentichiamo gli affanni quotidiani!

Fermiamoci solo per gustare uno spiedino di fritole fumanti che la dolce fritolera ci offre. Non possiamo resistere al profumo che si spande per le calli. Ci sentiamo improvvisamente personaggi di una commedia goldoniana, una delle più note, Campiello. Oppure ci immedesimiamo nei nobili clienti della fritolera della famosa tela di Pietro Longhi.

venditrice di fritole

CICERCHIATA MOLISANA O STRUFFOLI NAPOLETANI

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Sicuramente tutti conoscono gli Struffoli Napoletani, ma sono sicura che non tutti conoscono la Cicerchiata Molisana. Le due preparazioni coincidono, sono praticamente lo stesso piatto, solo che da noi in Molise la Cicerchiata si prepara a Carnevale, mentre gli struffoli sono tipicamente natalizi.

Per non far torto a nessuno, li prepariamo a Natale e a Carnevale!

Sono tanto gustosi quanto semplici, e inoltre allegri, scenografici, e si conservano per molto tempo… ma solo se li nascondete!

Sono affezionata alla Cicerchiata, è un piatto di famiglia, la mia mamma non lo faceva mai mancare durante il Carnevale, assieme a chiacchiere, tortelli e soprattutto zeppole con le patate, le mie preferite.

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RAVIOLI DOLCI DI CARNEVALE CON CREMA DI CECI

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Questa semplice preparazione è un ibrido tra la tradizione carnevalesca italiana, che conta numerose varianti di ravioli dolci fritti, e i ricordi mangerecci della mia infanzia, che vedono tra i primi posti della mia personale classifica i CALZONI DI SAN GIUSEPPE.

Sono molisana, ho trascorso l'infanzia e l'adolescenza in una grande casa di paese, con una cucina sempre in funzione e tanti profumi indimenticabili. All'approssimarsi del 19 marzo, festività molto sentita da noi, si preparavano leccornie di tutti i tipi, ma sicuramente tra tutte preferivo i calzoni, dolci fritti fatti di pasta sfoglia, ripieni di una crema di ceci e miele profumata agli agrumi.

Vi assicuro che un dolce così buono è difficile da trovare, anche perché la preparazione è piuttosto elaborata.

I miei ravioli sono invece molto più semplici, e solo lontanamente ricordano i calzoni. Non c'è neanche bisogno di cuocere i ceci in quanto ho utilizzato la farina di ceci della mia amica Gabriela, la stessa che mi ha regalato la farina di lenticchie del mio ulrimo pane.

Per la pasta ho seguito una ricetta di Iginio Massari, presa dal secondo volume di "Non solo zucchero".

Comunque sono piaciuti a tutti, e per questo ve li propongo.

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PANE CON FARINA DI LENTICCHIE DELLA MARMILLA

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Dopo l’abbondanza e la varietà dei golosi dolci natalizi, eccoci tornare alla semplicità, alla quotidianità del pane, la mia passione. Si tratta di un pane particolare e significativo per me, perché porta con sé il sapore dell’amicizia, l’esclusività del dono, e parla di Gabriela, una persona davvero speciale.

La particolarità del pane di oggi è la provenienza della farina di lenticchie, dono della mia cara amica Gabriela, preparata con lenticchie coltivate nei suoi campi in Marmilla, Sardegna. Capirete che valore abbia per me!

Ho sempre pensato che l'abbinamento cereali-legumi coniughi gusto e salute, sia nelle tradizionali e innumerevoli zuppe della cucina regionale italiana, sia, come in questo caso, per la preparazione di lievitati.

Chi ha già fatto un giro nel mio blog, ha probabilmente avuto modo di imbattersi in ricette simili a quella che oggi propongo, nelle quali ho usato legumi cotti. In questo caso c’è la comodità della farina di legumi, pronta per l’uso.

L'accortezza richiesta per panificare con farina di legumi è la pregelatinizzazione, una tecnica che favorisce l'impastamento e l'amalgama con farina di frumento, più semplice da lavorare.

 

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MARMELLATA DI MANDARINI

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In questo periodo dell’anno la mia casa è intrisa dei profumi degli agrumi con cui preparo deliziose marmellate, sciroppi e canditi. Limoni, cedri, arance e mandarini mi serviranno per tutto l’anno, ben chiusi nei barattoli oppure imprigionati nel freddo del congelatore, pronti per caratterizzare, con le loro inconfondibili essenze, colombe, pastiere, brioches, panettoni e altri dolci.

La marmellata di agrumi è la mia preferita per la prima colazione, su un buon pane integrale di farro, segale e semi di lino, per esempio, come quello che vedete in foto.

Preparare questo tipo di conserve porta sicuramente una certa assuefazione, non si smetterebbe mai, tanto è piacevole inebriarsi di quelle fragranze. Amo particolarmente il profumo dei mandarini, da qualche anno soppiantati dalle più comuni e comode clementine, meno profumate ma prive di semi.

Preparare la marmellata di mandarini richiede un po’ di pazienza nella fase iniziale, per eliminare tutti i semi, ma alla fine il risultato sarà appagante, vi assicuro.

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FROLLINI BICOLORI INTAGLIATI

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Questo è il mio primo post del 2018. Mentre scrivo, sento ancora riecheggiare nell'aria i suoni festosi della notte di Capodanno. A voi giungano i miei auguri per un gioioso e luminoso nuovo anno, assieme a questi semplici frollini che tanto son piaciuti, sia a chi li ha assaggiati, sia a chi li ha solo visti in foto, pubblicati sui social.

Per Natale ho preparato tanti biscotti, come sempre. Mettono allegria e sono generalmente molto graditi.

Mi sono divertita usando tagliabiscotti con soggetti natalizi, che ogni anno diventano sempre di più.

Quest’anno non ho utilizzato la ghiaccia reale, ma non ho rinunciato alle decorazioni, realizzando intagli con varie forme e vari inserti, giocando con due o più impasti dai colori contrastanti.

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